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Le vittime del Forteto incontreranno il Papa

Il 30 agosto una delegazione in udienza da Francesco, insieme a Betori

Il faccia a faccia tanto atteso, invocato dall’Associazione Vittime del Forteto già in occasione della recente visita del pontefice a Barbiana, adesso è in calendario. Mercoledì 30 agosto una delegazione parteciperà alle 10 in aula Nervi all’udienza generale, durante la quale il Papa menzionerà le vittime del Forteto. Fin qui la comunicazione ufficiale all’Associazione, che però ha avuto conferma di un vero e proprio incontro con Francesco, con un momento riservato al termine dell’udienza. La composizione della delegazione – in tutto quindici persone – è ancora in via di definizione. Con ogni probabilità ne faranno parte anche alcune delle vittime che non aderiscono all’Associazione presieduta da Sergio Pietracito (che sarà sicuramente nel gruppo ma che ha voluto una rappresentanza più “eterogenea” possibile). Ad accompagnare i quindici ci sarà il cardinale Giuseppe Betori, che si è impegnato in prima persona per organizzare l’udienza dal Papa. Prima della visita a Barbiana, infatti, l’Associazione Vittime aveva scritto a Betori per chiedere la possibilità di partecipare alla visita del Pontefice alla scuola di Don Milani. Richiesta impossibile da accogliere, aveva risposto il cardinale, suggerendo però di trovare un’altra occasione, un’udienza in Vaticano appunto, e mettendosi a disposizione per facilitare l’incontro. La risposta aveva sul momento lasciato un po’ l’amaro in bocca: le vittime ci tenevano a testimoniare l’affronto alla figura di don Lorenzo da parte di Rodolfo Fiesoli, che aveva cercato in ogni modo di accreditarsi come “erede” e prosecutore dell’esperienza educativa del priore (in parte c’era riuscito, arrivando nel cda dell’Istituzione don Milani e stringendo rapporti con la scuola di Barbiana, dove il Forteto avrebbe fatto pure lavori di giardinaggio e di manutenzione elettrica). Ma subito dopo la curia fiorentina si è messa in moto, e adesso che l’Associazione Vittime ha ricevuto la convocazione dal Papa c’è grande soddisfazione. “Siamo felici per questo riconoscimento importante e tanto atteso – dice Pietracito – e vogliamo ringraziare il Cardinale per il suo aiuto”. Del resto Betori già due anni fa aveva preso a cuore la situazione delle vittime, con un primo incontro con l’Associazione e poi ricordando il caso Forteto nell’omelia di San Giovanni. Adesso arriva un segnale ancora più forte. Va detto che negli anni i tentacoli del Forteto non hanno risparmiato neppure la chiesa, fiorentina e non: da ricordare le simpatie per la comunità-setta di Fiesoli da parte di alcuni ambiti parrocchiali, per quanto il Forteto non partecipasse alla vita sacramentale e nonostante la dottrina del “profeta” – al di là delle strampalate citazioni evangeliche – fosse molto distante dal cristianesimo. Addirittura alcuni sacerdoti hanno frequentato il Forteto e uno di loro, che appartiene alla diocesi di Bologna e insegna religione in un liceo del capoluogo emiliano, ha testimoniato a difesa di Fiesoli nel processo di primo grado. Le parole di Betori due anni fa, e ora la visita dal Papa, chiariscono quale sia il pensiero della Chiesa sulla drammatica esperienza del Forteto.

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