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D’Agostino: “Fiorentina? Serve chiarezza sul progetto per i prossimi 2-3 anni. Benevento? Non tutte le favole finiscono bene”:

Gaetano D’Agostino, allenatore della Virtus Francavilla ed ex di Fiorentina e Benevento, è intervenuto oggi all’interno del nostro Radio Viola, queste le sue dichiarazioni:

“Benevento? Le difficoltà sono quelle di non far prendere fiducia ai campani, almeno fino a dicembre proveranno in tutti i modi a fare punti, poi decideranno se arrendersi alla Serie B o fare investimenti a gennaio. La Fiorentina ha avuto un piccolo arresto contro il Chievo ma la vedo in crescita, serve chiarezza soprattutto sul progetto per i prossimi 2-3 anni, è una piazza abituata a vedere ottimi giocatori e ottimi risultati quindi gli anni di transizioni sono accettabili solo per permettere ai viola di tornare ai livelli che meritano”.

“Benassi? A Torino garantiva 4-5 gol a campionato da mezzala, i moduli vengono fatti dai giocatori e chiaramente l’allenatore si deve adattare, ad ogni modo secondo me la Fiorentina non può utilizzare il centrocampo a due perché Badelj necessita di due giocatori ai suoi fianchi mentre in attacco Simeone e Babacar sono bravi ad attaccare la profondità. Thereau? tra le linee può essere decisivo”.

“Ciciretti? Non credo possa giocare dall’inizio visto l’infortunio. In Serie A è da valutare ma comunque è uno di quei giocatori che rientra sul sinistro e cerca la porta. Rispetto alla Serie B penso che il Benevento si sia indebolito, la scorsa stagione c’erano giocatori bravi nell’uno contro uno mentre quest’anno non ci sono giocatori che portano superiorità numerica. Difesa? E’ ancora da B, non tutte le favole hanno un lieto fine e il Benevento sta pagando, forse doveva acquistare più calciatori da Serie A e adesso a gennaio per portare giocatori dovrà spendere di più acquistando 6-7 giocatori da Serie A se vuole mantenere la categoria”.

“Lotta retrocessione? Insieme al Benevento la squadra più in difficoltà è il Verona, poi sarà una lotta tra Crotone, SPAL e a malincuore Udinese che non può sempre avere la fortuna di trovare i giovani che poi esplodono, inoltre ora non ci sono più italiani come ai miei tempi che possono aiutare i nuovi ad inserirsi”.

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