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Fiorentina- Juventus, le pagelle di Lady Radio: Bene Gil Dias e Milenkovic, Sportiello da horror

Bisognava fare la partita perfetta per attenzione, concentrazione, applicazione, grinta, tattica e anche tecnica. E la partita quasi perfetta la Fiorentina l’ha sfoderata. Bisognava essere aiutati dal vento della fortuna, che, però, anche stavolta ha soffiato in direzione ostinata e contraria respingendo sul palo il tiro di Gil Dias.
Bisognava avere lo stesso metro di giudizio, o, comunque, un’uniformità arbitrale nelle decisioni. E l’uniformità arbitrale tanto attesa e tanto invocata dal Var finisce ancora una volta per scontentare chi è dietro e aiutare chi è davanti. Assurda la decisione di Guida di annullare il penalty per mano di Chiellini su Benassi, assurdo pensare al fuorigioco del viola, visti i regolamenti.
E come in tutte le tragedie sportive alla fine è il tuo peggior nemico, dapprima amico e compagno di tante battaglie, a punirti. Punizione di Bernardeschi, raddoppio di Higuain. Così una notte che poteva essere di gloria si trasforma nell’ennesima sagra del rimpianto. Di quello che poteva essere e, ancora una volta, non è stato Ecco le pagelle di Fiorentina-Juventus della nostra redazione sportiva:

Sportiello 5: Errore imbarazzante sulla punizione di Bernardeschi. Scambia l’occasione per la Juventus con una partita a moscacieca e si piazza alle spalle della barriera, venendo trafitto sul suo palo. Altro errore grave a distanza di sette giorni. Se qualcuno sta pensando e riflettendo sul riscatto(6 milioni) forse ha le sue ragioni.

Milenkovic 6,5: Dedicato a tutti quei Soloni che dicono che i giovani nelle partite importanti rischiano di bruciarsi. Terza gara da titolare in Serie A, in un ruolo propriamente non suo, e prestazione di grande spessore. Francobollato a Mandzukic lo tiene a distanza siderale dalla porta, affronta testa testa Higuain. Del resto se a meno di 18 anni giochi Partizan- Stella Rossa una vecchia signora non mette certo paura.

Pezzella 6: Il duello con Higuain in salsa di tango è bello e pugnace. Gomiti, spinte, anticipi, ricerca del corpo a corpo sono ingredienti con i quali annulla il Pipita per buona parte della gara. Contro le grandi e i grandi sempre positivo.

Astori 6: L’immagine del capitano che a fine gara guarda per terra scuotendo la testa non riuscendo a dare spiegazioni a ciò che è successo è la fotografia della notte del Franchi. Bravo anche lui a concedere poco, tiene la Fiorentina corta.

Biraghi 5,5: Nel primo tempo, sinceramente, Bernardeschi si sente  e si vede solo quando viene fischiato dallo stadio. Lo annulla bene, sempre pronto a accorciare sul primo controllo. Nella ripresa sbanda di più, con Douglas Costa ha bisogno di un moment, ma soprattutto sbaglia il posizionamento sulla seconda rete di Higuain. Ci prova con il sinistro, cercando di entrare nella Hall of Fame di eroi per un giorno contro la Juve.

Badelj 5,5: Sarebbe una partita sufficiente, orchestrata alla ricerca del palleggio e della chiusura degli spazi in fase di non possesso, ma macchia tutto con un intervento in ritardo e inutile da cui scaturisce la punizione di Bernardeschi.

Benassi 6: Progressi evidenti rispetto alle ultime impalpabili uscite. Le folate nel primo tempo e la centralità della manovra sono quelle dei giorni migliori del Marco in versione Fiorentina(quello del primo autunno per capirsi). Si guadagnerebbe un rigore sacrosanto, ma viene pizzicato in un fuorigioco che non c’è mai.

Veretout 6,5: Il suo processo di santificazione e di beatificazione nei cuori dei tifosi viola subisce un’impennata quando, nel secondo tempo, trebbia Bernardeschi sulla linea del fallo laterale e poi va a muso duro su grande ex. Prestazione gagliarda, del resto, il tenore della partita era per lui il migliore spartito.

Chiesa 6: Parte a sinistra, con gli stessi compiti affidati a Thereau quando di solito il titolare è lui. Viene dentro al campo per essere più vicino alla porta ma incide poco. Riportato a destra sale di livello la sua prestazione, anche se manca l’acuto. Il suo fil rouge con la Juve è rimandato a anno nuovo.

Gil Dias 6,5: Vince l’unico vero ballottaggio della vigilia e disputa una gara che sa di resurrezione anticipata. Pimpante, frizzante, bravo a calarsi anche nel tono da corrida della gara. Manda in affanno Alexsandro, colpisce un palo con il piede debole, ma da per una volta la sensazione di poter essere anche incisivo e non solo bellino da vedere.

Simeone 5: Difficile bocciare un ragazzo che a generosità meriterebbe 10 in pagella tutte le domeniche, ma la sua gara è un condensato del complesso di inferiorità che affligge tanti. Sovrastato su tutti i piani da Chiellini e Benatia, di  fatto calcia in porta svirgolando un pallone respinto per caso. Il tempo è per lui, ma aspettiamo segnali.

Eysseric  6: Si mette tra le linee, ma sposta di poco gli equilibri.

Thereau 6: Stesso discorso per il connazionale. Porta poco di nuovo.

Pioli 6: Dimostra ancora una volta di essere uno stratega da grandi battaglie e da grandi appuntamenti. Dopo aver incartato la gara a mezzi maestri della Serie A stava riuscendo anche a incartare Allegri. Fiorentina effervescente, tonica e concentrata. Primo tempo di spessore, ripresa macchiata da un’ingenuità su cui ha poche colpe. Se questa uniformità con le grandi fosse stata esportata anche alle piccole si parlava di un altro campionato.

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