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VIDEO “Il caffè Curtatone è di Cosa Nostra”, arrestati i veri titolari

Giovanni e Renato Sutera gestivano un traffico di marijuana con la Spagna

“Due esponenti di Cosa Nostra, perché tali sono, avevano acquistato un bar nel centro di Firenze e intanto si dedicavano al traffico di stupefacenti”. Con queste parole il procuratore capo di Firenze e della direzione distrettuale antimafia toscana Giuseppe Creazzo ha commentato l’operazione che ha portato all’arresto di Giovanni e Renato Sutera, il primo di loro in libertà condizionata dopo una condanna all’eragstolo per due omicidi (una delle sue vittime, Graziella Campagna, aveva appena 17 anni). Secondo le indagini, i fratelli Sutera finanziavano e gestivano un’organizzazione che coltivava marijuana a Calafell di Terragona, in Spagna, per poi importarla e commercializzarla in Italia. In manette sono finiti Ruben Crespo Guerra, spagnolo già noto alle forze dell’ordine, arrestato stamani a Tarragona dai Mossos d’Esquadra, e l’albanese Pavlin Delia, residente a Cenate di Sotto (Bergamo), considerato il destinatario finale di parte della droga. Oltre a questa “attività”, per gli investigatori i Sutera dal 2012 gestiscono di fatto il caffè Curtatone in Borgo Ognissanti attraverso società fittizie, intestate a prestanome, che poi negli anni sarebbero state fatte fallire senza pagare i contributi previdenziali e le imposte. Per questo filone dell’inchiesta sono indagate complessivamente 11 persone tra cui gli attuali gestori del bar Curtatone: i reati contestati sono trasferimento fraudolento di valori e bancarotta fraudolenta.

 

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