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Fiorentina Lazio, le pagelle di Lady Radio: Portieri da brivido, Veretout stratosferico.

Resta l’amaro in bocca. Resta la delusione tipica delle situazioni in cui poteva girare tutto alla grande e invece ti ritrovi con un pugno di mosche in mano. A recriminare su quello che poteva essere e non è stato, a cercare di spiegarti un black out di alcuni minuti che ha compromesso una partita. La Fiorentina esce sconfitta 4-3 con la Lazio al termine di una match schizofrenico, bello, intenso, zeppo di errori tecnici e di clamorose sviste arbitrali. Una gara umida e tirata, con una coda lunga che adesso rischia di ripercuotersi su queste ultime gare. Non tanto per la zona Europa passata ad altre mani, quanto piuttosto per le scorie che queste partite lasciano. Partite in cui dilapidi un patrimonio di reti e di vantaggio faticosamente conquistato oltre i limiti, oltre il divario tecnico. Ecco le pagelle della nostra redazione sportiva:

Sportiello 5: Con un’uscita inspiegabile e altrettanto folle mette in salita una gara pensata in altro modo. Esce senza licenza dalla porta, liscia l’impatto con il pallone e per concludere prende(di istinto) di mano la sfera fuori dall’area, chiudendo con un rosso. Una ciliegina su una torta avariata.

Dragowski 4,5: Dopo alcune apparizioni ingiudicabili visto il peso specifico delle partite, debutta in una grande sfida e in un contesto particolare. Sbaglia il posizionamento sulla punizione di Luis Alberto, prende gol sul suo palo da Felipe Anderson e non devia il colpo di testa di Caceres. Tutto normale e comprensibile vista l’età, un po’ meno visti gli sfoghi social a cui ci aveva abituato per il suo scarso impiego. Forse, dopo ieri, giustificato.

Milenkovic 6. Sfida da lettere incrociate e da quasi omonimi con Milinkovic. Regge bene. Nel primo tempo si immola alla grande su un tap in a botta sicura di Felipe Anderson. Nella ripresa cala un po’ di più, ma una volta passato il ciclone Lukaku è più ficcante anche in avanti.

Pezzella 5: Per temperamento, grinta, attaccamento, voglia di caricarsi la baracca sulle spalle da capitano merita una quasi lode. Ma, purtroppo, nell’analisi di una sfida di un difensore pesano alcune lacune. Come il fallo inutile che innesca la rimonta della Lazio, quello dal quale poteva concretizzarsi il rigore di Immobile e l’essere anticipato da Luis Alberto.

Hugo 6,5: Ha forse solo il demerito di non accorciare tempestivamente in occasione del tiro da cui parte il 3-3 biancoceleste, ma per il resto gioca una gara sontuosa. Sempre in anticipo, sempre di fisico, sempre in scivolata come extrema ratio. Annulla Immobile, capocannoniere della Serie A. Che anche questa volta non mette la X a Firenze.

Biraghi 6: Ha il merito di prendersi il rigore del 2-0 che sembrava indirizzare la notte verso un destino diverso e migliore. Paradossalmente però la sua spinta si esaurisce con quella azione. Gran parte della gara chiamato a difendere Marusic e Anderson, soffre un pochino.

Veretout 9: Non si può dare la perfezione semplicemente perchè un piccolo motto ci dice che non esiste. O in maniera più laica perché la Fiorentina perde e la sua tripletta a conti fatti non serve a niente oltre all’archivio, alla statistica e al pallone da consegnare ai figli. Gara monumentale per carisma e leadership, il terzo gol merita di essere rivisto svariate volte.

Dabo 6: Parte svagato come un amante del mare che viene portato in ferie sul ghiacciaio dell’Ortles. Fatica a prendere la posizione, vede passare ovunque in giocatori della Lazio, ma quando la contesa sale di tono gioca una gara gagliarda. Di puro istinto, dove lo porta il fiuto. Delle volte anche senza logica. Ma al pubblico piace eccome, come quando stoppa e mura Milinkovic.

Gil Dias 4,5: Sinceramente fatichiamo a dare un voto all’unico attore non pervenuto di una partita comunque bella da vedere. Confinato a destra non alza mai il ritmo, giocando come fosse un elettrocardiogramma piatto. Incomprensibile l’ostinazione a giocare di fino, a lasciare la concretezza. Esce accolto da un sospiro di sollievo del pubblico.

Chiesa 6,5: Va a prendersi l’espulsione di Murgia con una scaltrezza degna di Lupin III. Spina nel fianco per la difesa della Lazio, ingaggia duelli con tutto l’universo creato. Delle volte eccede nella teatralità ma è un giocatore unico in questo momento. Per la Fiorentina e per il calcio italiano.

Simeone 5,5: Troverebbe un gol regolare come il traffico il Lunedi mattina alle 8:30 sui viali. Unica occasione in cui segnalare un feeling tra lui e la porta. Per il resto gara di lotta e poco di governo, prova a far salire la squadra, a sprintare, a far reparto da solo. Cosa che, anche per caratteristiche fisiche, non rientra nelle prerogative.

Eysseric sv: Dura quanto da Natale a Santo Stefano, o forse qualcosa meno. Richiamato per motivi di forza maggiori in panchina dopo l’espulsione di Sportiello. Doveva essere la sua prova d’appello, diciamo che è slittata l’udienza.

Saponara sv: Ingiudicabile. Non si cala nella contesa certo, ma non è il giocatore che ti può risolvere gli ultimi 10 minuti.

Falcinelli 5,5: Ancora una volta il suo impatto a gara in corso non risulta determinante per cambiare le sorti generali della sfida. RIleva Simeone, quasi come se fosse un tabù affiancarlo davanti. Poca roba degna di nota.

Pioli 5,5: Sul cuore della Fiorentina niente da dire. Anzi solo grandi applausi e grandi meriti. Mettere due volte sotto la Lazio è tanta roba, così come è tanta roba in negativo la gestione della gara e delle situazioni di vantaggio. Danneggiato dall’arbitraggio non convince nel cambio Simeone Falcinelli e nell’ostinazione per Gil Dias.

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