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Comprata in Serbia e ridotta in schiavitù a Firenze

La giovane costretta a sposare il figlio della padrona e poi mandata a rubare

Cinquantamila euro: è questo il prezzo della vita di una giovane comprata dalla famiglia e costretta a sposare un uomo, a elemosinare e a rubare. Una storia cominiciata in Serbia e finita a Firenze. Secondo le indagini della procura fiorentina la giovane era stata acquistata dalla cinquantenne Sladana Jankovic che l’aveva costretta a sposare il figlio Valentino Jankovic, 27 anni. Per lui e la madre il pm ha chiesto il processo con le accuse di riduzione in schiavitù e maltrattamenti in famiglia. La giovane, una volta portata a Firenze, era stata obbligata alle nozze, da cui sono nate due bambine, e costretta – sotto minaccia di violenze – ad elemosinare a compiere furti (anche portando con sé la figlia più piccola. Se il soldi portati non erano abbastanza, la “padrona” la puniva con calci, schiaffi e pugni, senza che il marito si opponesse. Le uniche fasi di tregua c’erano quando la nuora veniva arrestata in flagranza di reato e doveva trascorrere un periodo agli arresti domiciliari in un campo nomadi di Firenze, dentro la roulotte rimasta di proprietà della stessa suocera che era andata a vivere in un alloggio a Sesto Fiorentino. La giovane si decise a scappare con le figlie e a denunciare il 30 novembre scorso, quando la suocera oltre a picchiare lei se la prese anche con una delle bambine, sostenendo che avesse “portato sfortuna”.

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