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Bar Curtatone, quando il boss Sutera scappò per evitare Nardella

L’episodio rivelato da Matteo Calì, autore dell’inchiesta sul Sito di Firenze

Una nuova pagina emerge dall’inchiesta della procura sul bar Curtatone di Borgo Ognissanti, portata alla luce dal lavoro del giornalista Matteo Calì del Sito di Firenze. Il locale, per gli investigatori, era gestito da due mafiosi, Renato Sutera e il fratello, l’ergastolano in libertà condizionale Giovanni, attraverso alcuni prestanome. Gli incassi del bar avrebbero finanziato le attività illecite dei due, fra cui un traffico di droga. Calì, ospite stamani nel nostro gr, ha raccontato un episodio inedito documentato dalla carte dell’inchiesta e che conferma da una parte la mentalità mafiosa di Giovanni Sutera, dall’altra la sua necessità di restare nell’ombra per non compromettere gli affari. E’ il 18 febbraio 2017, l’inchiesta ancora non è uscita alla ribalta, e il sindaco di Firenze Dario Nardella passeggia per Borgo Ognissanti incontrando i commercianti. Quando Giovanni Sutera viene a sapere che intende fermarsi anche al Curtatone, il boss scappa per non farsi trovare, come emerge da una telefonata intercettata. “Non vuole vedere giornalisti – spiega Calì – né conoscere o farsi foto col sindaco anche per la propensione all’antimafia di Dario Nardella”. Ascolta e guarda la puntata del gr del mattino su tutti i risvolti dell’inchiesta sul Curtatone, raccontati da Calì sul Sito di Firenze.