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Caso Fiesoli, Pietracito: “Situazione paradossale, ai limiti della vergogna. Sul Forteto il Parlamento si svegli”

Intervista al presidente dell’Associazione Vittime del Forteto

Il presidente dell’Associazione Vittime del Forteto Sergio Pietracito commenta a Lady Radio la scarcerazione del ‘profeta’ Rodolfo Fiesoli, in attesa che la Corte d’appello determini la pena (LEGGI QUI). Il rinvio di un capo d’imputazione è alla base della scarcerazione: “Siamo abbastanza sconcertati, tutti quanti. A tante persone fragili aderenti all’Associazione questa notizia fa rivivere traumi e paure di trovarsi per strada questa persona. La legge va rispettata, è vero, ma forse andrebbe anche rivista perché siamo al paradosso. Una persona con una sentenza già confezionata, con reati accertati e pena di circa 15 anni, viene rimessa in libertà per un cavillo a causa del quale si deve rideterminare una pena che può essere solo aumentata. Si andrà ad un appello e poi ancora in Cassazione. Passeranno mesi, forse anni, ma speriamo di no. Per noi è una situazione paradossale, ai limite della vergogna. A questo punto i gradi di giudizio sono più di 3. Il dato di fatto è che lui adesso è fuori. Al di là di Fiesoli poi, il focus dovrebbe essere riposizionato sulla situazione della realtà settaria della comunità, in cui ancora moltissimi condannati tra il primo e secondo grado sin sono stati penalmente prescritti. Ci sono persone ancora in attività per la cooperativa o in pensione e vivono nelle case della cooperativa stessa.
Ad oggi non ci risulta una discontinuità con il passato. Il Parlamento si svegli, faccia le verifiche che da anni ci aspettiamo. Controlli se ci sono i requisiti per il commissariamento e vada verso una commissione d’inchiesta parlamentare.
Da parte dei prescritti non sono arrivate delle scuse. Tra condannati accertati e falsi testimoni anche lo stesso consiglio dell’assemblea dei soci della cooperativa vede la prevalenza di queste persone. Insomma, un segnale chiaro di discontinuità col passato non si vede ancora…”