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Forteto, Rodolfo Fiesoli scarcerato

Il “profeta” è in libertà, in attesa che la Corte d’appello determini la pena

Il fondatore e leader del Forteto Rodolfo Fiesoli ha lasciato Sollicciano, dove si trovava dallo scorso 23 dicembre, ed è al momento un uomo libero, benché condannato in via definitiva proprio a dicembre 2017 dalla Cassazione per maltrattamenti e violenza sessuale. Cosa è successo? Nella sentenza di condanna emessa dalla Suprema Corte si disponeva un rinvio alla Corte d’Appello per determinare con esattezza la pena a carico del “profeta”. Pertanto si era determinata una situazione particolare: Fiesoli giudicato colpevole in via definitiva (tranne per alcuni capi di reato), ma senza una pena certa da scontare. In questa condizione doveva finire in prigione o no? Le manette scattarono, i difensori del fondatore del Forteto presentarono un ricorso che fu rigettato dalla Corte d’Appello, ma adesso la Cassazione – spiega il legale di Fiesoli, l’avvocato Lorenzo Zilletti – ha annullato senza rinvio quella decisione. In pratica la carcerazione del “profeta” è stata un errore. Cosa accadrà ora? Fiesoli resterà in libertà fino a quando la Corte d’Appello non rideterminerà la pena, con una sentenza che potrà nuovamente essere appellata in Cassazione.

L’AVVOCATO ZILLETTI ALL’ANSA

“Fiesoli non è stato scarcerato per motivi di salute, anche se l’età avanzata potrebbe farlo pensare, ma perché la sentenza non è definitiva”, ha riferito all’Ansa l’avvocato Lorenzo Zilletti. Ciò, spiega, a causa di alcuni annullamenti con rinvio stabiliti dalla Cassazione, in particolare l’annullamento della condanna per un caso di violenza sessuale su un giovane ospite della comunità e gli annullamenti di tutti i capi relativi agli aumenti di pena in continuazione di reato perché le quantità di ciascuna condanna, rispetto alla pena base, non sarebbero state motivate adeguatamente dai giudici dell’appello.