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Non si presenta alla visita perché ha partorito, la Asl le fa pagare il ticket

Federconsumatori chiede un incontro all’assessore Saccardi sugli avvisi bonari inviati dalle aziende sanitarie

Aveva preso appuntamento al cup per una visita ginecologica il 10 settembre 2017, ma non si è presentata né ha disdetto l’appuntamento: per questo la donna, come previsto dalla normativa toscana, ha ricevuto dall’azienda sanitaria un avviso bonario in cui le si chiede di pagare comunque il ticket. Peccato che la signora in questione avesse un motivo valido per saltare la visita: il giorno precedente aveva partorito. A raccontare l’episodio è Fulvio Farnesi, presidente della Federconsumatori Toscana, che insieme a Mauro Fuso della Cgil ha chiesto un incontro all’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi.

“Nella nostra regione stanno arrivando avvisi bonari per il pagamento del ticket a chi non si è presentato e non ha disdetto l’appuntamento per viste ed esami diagnostici. Cosa anche corretta , ma il punto critico è che con appuntamenti dati anche a mesi di distanza e senza niente e nessuno che te lo ricordi in molti non si presentano semplicemente per dimenticanza. Sarebbe utile e necessario un sistema che avendo in memoria l’appuntamento lo ricordi all’interessato chiedendo di confermarlo o di disdirlo”. Un metodo di avviso simile, peraltro, è previsto e sembra funzionare nella Asl Toscana Centro (Firenze-Prato-Pistoia). Federconsumatori e Cgil sottolineano un altro problema, più articolato: “Arrivano inoltre verbali di accertamento a fronte di esenzioni non dovute per le prestazioni richieste. In sostanza si evidenzia la differenza tra reddito il dichiarato e quello accertato . Non si tratta di tutelare i furbi o gli evasori , ma di avere presente che molte persone, in particolare soggetti fragili , non sono in grado di determinare il reddito fiscale del nucleo familiare , persone che sbagliano a definire il nucleo familiare ecc. Abbiamo chiesto un incontro all’assessore regionale per trovare un modo per evitare che le persone paghino a prescindere da un’attività di autotutela”.