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Tramvia a Bagno a Ripoli entro il 2023, ecco le 4 soluzioni per attraversare Gavinana

Il sindaco Dario Nardella ha presentato le alternative al teatro Reims davanti a più di 300 persone

Più di trecento persone lunedì sera al Teatro Reims per la presentazione delle ipotesi progettuali per il tram fino a Bagno a Ripoli. Sette chilometri e mezzo, 16 fermate da piazza della Libertà a Bagno a Ripoli, dove i binari arriveranno all’altezza del Volta-Gobetti. Il progetto preliminare prevede un costo stimato di circa 180-200 milioni (80 milioni di fondi europei, una ventina da trovare, il resto messo dai privati del project financing). Per non perdere i soldi dell’Ue è necessario finire l’opera nel 2023 e per farlo bisogna iniziare i lavori non più tardi dell’inizio del 2020, hanno spiegato dal palco del teatro il sindaco Dario Nardella, il suo collega ripolese Francesco Casini, l’assessore Stefano Giorgetti e i tecnici e progettisti dell’opera. Nardella ha esordito dicendo che il progetto alternativo al tram, il “jumbo bus”, non può essere finanziato con gli 80 milioni europei. Inoltre, ha aggiunto Giorgetti, il “jumbo” richiederebbe lavori analoghi per spostare i sottoservizi e una sede addirittura più larga rispetto al tram. Quanto al percorso della futura linea, da piazza della Libertà imboccherà viale Matteotti e viale Gramsci, attraverserà piazza Beccaria per puntare verso viale Giovine Italia e i lungarni del Tempio e Colombo. Al momento dell’attraversamento dell’Arno e del passaggio da Gavinana però ci sono 4 ipotesi diverse, tra cui il sindaco dovrà rapidamente decidere. Ecco le varie possibilità.

IPOTESI A

Il tram attraversa il Ponte da Verrazzano, piazza Ravenna, si biforca in piazza Gavinana con un ramo su viale Giannotti e l’altro su via Giovanni delle Bande Nere, piazza Gualfredotto, via Datini, via Federico di Antiochia, largo Novello. I due rami si ricongiungono in viale Europa alla rotonda con largo Novello.

IPOTESI B

Il tram prosegue sul lungarno Colombo e dopo il ponte da Verrazzano attraversa l’Arno su un nuovo ponte, all’altezza di via della Bellariva. Attraversa via Villamagna e prosegue su via Lapo da Castiglionchio fino a piazza Gualfredotto, dove si divide: un ramo su via Caponsacchi – viale Giannotti – viale Europa, l’altro sempre come nell’ipotesi A sul percorso Datini – Federico di Antiochia – largo Novello – viale Europa.

IPOTESI C

Il tram prosegue sul lungarno Colombo e dopo il ponte da Verrazzano attraversa l’Arno su un nuovo ponte, all’altezza di via della Bellariva. Attraversa via Villamagna e prosegue su via Lapo da Castiglionchio fino a piazza Gualfredotto, qui però imbocca via Caponsacchi rimanendo su doppio binario parallelo e percorre viale Giannotti e viale Europa al centro della carreggiata, lasciando sui lati una corsia destinata alle auto per ciascun senso di marcia. In questa ipotesi via Datini diventa direttrice principale per il traffico privato nei due sensi.

IPOTESI D

E’ previsto un nuovo ponte sull’Arno ma destinato alle auto: il tram impiega il Ponte da Verrazzano, attraversa piazza Ravenna e piazza Gavinana, mantiene il centro della carreggiata e prosegue – sempre in doppio binario parallelo – viale Giannotti e viale Europa fino a Bagno a Ripoli. All’altezza del circolo vie Nuove c’è però una strettoia, e in quel punto resterebbe una sola corsia riservata al traffico privato, che potrebbe procedere solo in uscita città. Sarebbero preservate dai cantieri piazza Gualfredotto, via Caponsacchi e via Castiglionchio. A giudicare da interventi e applausi, quest’ultima opzione sembrerebbe la più gradita alla popolazione di Gavinana, o per lo meno a quella intervenuta stasera al teatro Reims.