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Antognoni: “Speravamo in un Pjaca diverso, Biraghi la rivelazione”

Bella intervista sulla Gazzetta dello Sport per il Club Manager della Fiorentina Giancarlo Antognoni. 

«Muriel ha tecnica e velocità. Punta sempre la porta. Ha iniziato la sua nuova avventura con una tripletta. Certo, era solo un’amichevole. Ma i gol sono sempre gol. Per la Fiorentina è un grande acquisto». Giancarlo Antognoni di fenomeni se ne intende. È stato lui a portare tanti anni fa in maglia viola Rui Costa e a suggerire, strada facendo, i nomi di Thuram, Henry, Kakà e Nedved. Oggi ha un altro ruolo. Vive accanto al suo amico Stefano Pioli e alla squadra ed è un prezioso riferimento per la famiglia Della Valle. La sfida di Coppa Italia contro i granata ha per Antognoni un sapore speciale. Il Toro gli regalò il primo contratto da professionista e la Fiorentina è la storia sportiva della sua vita. «Chi andrà avanti? È una partita in perfetto equilibrio: cinquanta e cinquanta. Fiorentina e Torino hanno molto in comune: hanno proprietà che vogliono conquistare un posto in Europa, allenatori preparati, tifoserie appassionate e due grandi attacchi».

Pioli ha un Muriel in più…

«Intanto posso garantire che non è grasso. Ha gambe e quadricipiti robusti, ma è esplosivo. Nonostante abbia giocato poco negli ultimi tempi con il Siviglia è in ottima forma, è un piacere vederlo».

Il suo arrivo potrebbe penalizzare Simeone?

«Con Giovanni ha subito legato, sono sempre insieme. Però Simeone non deve vivere Muriel come un nemico ma come un compagno. Giovanni non deve mollare. Del resto, anche nel Toro ci sono due punte centrali forti come Belotti e Zaza».

Magari poi saranno decisivi Chiesa o Iago Falque.

«Fede sta bene. Le voci sulla sua valutazione, che pare abbia superato i 70 milioni, gli scivolano addosso. Un segno di maturità. Lui vorrebbe segnare qualche gol in più ma ci sono momenti in cui colpisci solo pali. Questione di centimetri».

Cosa teme del Toro?

«Sono tosti e più esperti. Pensate solo alla differenza di età tra Sirigu e il nostro Lafont».

Sulla panchina del Toro c’è Mazzarri, che da calciatore era chiamato il piccolo Antognoni.

«L’ho anche visto giocare. Devo dire che Mazzarri è molto più bravo da tecnico che da calciatore. Avrebbe meritato di guidare squadre più importanti».

Torino e Fiorentina si sono lamentati per molte decisioni arbitrali.

«La Var nel girone d’andata è stata gestita in maniera diversa in situazioni simili. Chiediamo uniformità: noi e i granata siamo stati penalizzati».

Quanto è importante la Coppa Italia?

«È il nostro obiettivo: la Coppa Italia e conquistare un posto in Europa le nostre sfide. Non siamo stati fortunati nel sorteggio visto che giocheremo in gara unica in casa del Torino. Per loro è un prezioso vantaggio».

E guardando al campionato?

«Juve, Napoli e Inter in Champions. Il quarto posto se lo giocano Roma e Milan. La Lazio fa parte dell’altro gruppo, in palio c’è l’Europa League. E se la giocheranno con Torino, Atalanta, Sampdoria e con noi».

Tornando alla Fiorentina c’è un Pjaca in difficoltà.

«Non è riuscito a dimostrare il suo valore ma è un ragazzo serio. La Fiorentina vuole tenerlo. Lo ammetto: speravamo di vedere un Pjaca diverso».

La sorpresa della stagione?

«Biraghi».