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Saldi, sabato il via agli sconti: previsto uno stallo dei consumi

Le aspettative dei commercianti in linea con le vendite di un anno fa

Per 3 commercianti su 4 i saldi invernali che partono il 5 gennaio porteranno incassi analoghi a quelli registrati un anno fa, il 15% si aspetta un aumento delle vendite, il 10% teme una flessione: sono i dati dell’indagine di Confcommercio Toscana. Secondo l’associazione di categoria il budget pro capite dei consumatori a livello regionale sarà di 167 euro, come un anno fa. Più prudente la stima di Confesercenti Toscana (122 euro a persona, 280 a famiglia).
“Sono stati mesi faticosi – spiega la presidente di Federmoda Confcommercio Toscana Federica Grassini – prima per il meteo, con il caldo che è durato fino a novembre inoltrato e non ha agevolato per niente la vendita dei capi invernali; poi per la corsa al ribasso che, dal Black Friday in poi, ha limato molto il margine finale delle vendite. Chi ha aderito all’iniziativa a novembre ha avuto un fatturato in aumento, ma con ricavi davvero risicati, senza contare che si è giocato una parte delle vendite del Natale. Speriamo che non sia vanificato anche il risultato dei saldi”. Stando all’indagine, le percentuali di sconto punteranno subito verso il 30% o più. I prodotti più gettonati saranno capispalla, maglie griffate, sneakers e stivaletti. Tra i colori, quelli caldi lanciati dalle collezioni autunno inverno di quest’anno, come l’arancio, il bordeaux, il senape e tutte le sfumature del giallo. Gli acquisti delle over 60 tendono ormai a uniformarsi a quelle delle donne più giovani, per cui spariscono le linee classiche dedicate.
Confesercenti sottolinea invece il susseguirsi di sconti e promozioni dal Black Friday in poi, passando dalle vendite di Natale e dai “pre-saldi”: in un contesto di poca chiarezza – spiega la nota del’associazione – negozi e griffe hanno contattato i loro clienti abituali tramite sms e mail, invitandoli a recarsi presso i punti vendita per i pre-saldi; una strategia per invogliare a spendere. I pre-saldi, argomenta Confesercenti, non andrebbero mai praticati, nonostante ciò per molti ormai è diventato normale. “Sosteniamo ormai da anni che una data di inizio delle vendite di fine stagione così ravvicinata al Natale sia penalizzante per le imprese e i consumatori”, afferma il presidente regionale Nico Gronchi, che propone di posticiparne l’inizio quando la stagione si avvia veramente al termine, e di limitarne la durata.