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Chiesa: “Difficile diventare una bandiera. A Davide direi…”

Federico Chiesa ha rilasciato una lunga intervista a Sportweek, soffermandosi su molti temi legati alla Fiorentina ma non solo. Queste le sue parole: “I settantacinque milioni di valutazione su di me? Fa un certo effetto se uno si mette a pensarci. Il segreto è proprio questo: non me ne curo, penso solo a far bene in campo. Se diventerò una bandiera viola come Antognoni? Non sono nessuno al cospetto di Antognoni: lui ha lasciato un segno indelebile nello sport italiano, io sono solo al terzo campionato da professionista. Non so, credo che nel calcio attuale sia complicato. Sono uomo mercato? Può essere, nel caso sarà la Fiorentina a valutare le richieste: io penso alla prossima partita contro il Napoli. Cosa direi a Davide (Astori, ndr) se ci fosse ancora? Direi, sai Davide quando in ritiro venivi da me per darmi consigli? Mi ripetevi: ‘Fede, a volte una giocata semplice, persino banale, può essere la soluzione migliore per la squadra’. Ecco, io ascoltavo e restavo in silenzio. Capitano, ti volevo solo dire: avevi ragione”.

“La Fiorentina ha vinto la Coppa Italia nel 2001. In attacco giocavano Nuno Gomes e Enrico Chiesa: sarebbe bellissimo imitare papà. I miei genitori? Il percorso scelto per me a scuola era parallelo a quello del campo. Avevo un piano B: mi sarebbe piaciuto fare il chimico oppure il biologo. Mi sono iscritto all’Università: Scienze Motorie, sono fermo a due esami, ma quest’estate in ritiro preparo un’altra materia. Sì, diventare “dottore” come Chiellini è un obiettivo. Per il resto, devo dire solo grazie a mamma e papà. Anche per l’inglese: è utilissimo, a volte lo uso coi compagni stranieri. Mister Pioli vuole giustamente che si parli solo italiano, ma qualche volta faccio di nascosto il traduttore. I figli? Per carità… Sono gioiosamente single. Non mi ci vedo proprio a fare il padre. Sto bene con la mia famiglia: mi rivedo in mio fratello”.