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Fiorentina-Napoli, le pagelle di Lady Radio: San Lafont, Pezzella eroico

Parliamo spesso di senso di appartenenza, di frasi come onorare la maglia, sudare, avere il viola come seconda pelle. Ecco, nel pareggio di ieri tutti questi concetti ci sono stati, espressi alla massima potenza. Nelle difficoltà della partita, nelle situazioni ostili, oltre gli infortuni. La Fiorentina ferma il Napoli secondo in classifica, ringrazia i miracoli di Lafont e si gode un gruppo ancora una volta perfetto quando la tempesta poteva far vacillare tutto. Ecco le pagelle della nostra redazione sportiva:

Lafont 8: Nella settimana in cui ha parato le insinuazioni social su fattori extracampo il Sabato si traveste da superoe. Quattro interventi decisivi, quattro miracoli degni del miglior San Gennaro. Nel pareggio c’è la calca dei suoi guantoni.

Ceccherini 6,5: Adattato a destra all’inizio è spaesato come una matricola il primo giorno di Università. Cresce con il passare dei minuti e disputa un secondo tempo perfetto, con una diagonale super su Insigne che rispedisce tutto a Mergellina. Finisce con i crampi attaccato al palo. Più calato di così nella piazza…

Pezzella 6,5: Eroico, come un guerriero anziano che non vuol lasciare la difesa della sua città dagli attacchi dei nemici. Ha un ginocchio che scricchiola ma regge fino in fondo da attaccante, non si muove ma vuole partecipare alla manovra. Capitano che da l’esempio, qualcuno, in musica, gli avrebbe dato di coraggioso.

Hancko 6: Un po’ in difficoltà nel primo tempo, ma ci sta visto il ruolo, il contesto, il peso specifico degli avversari. Sbanda in un paio di letture, leggero su qualche disimpegno, ma anche prezioso in due break difensivi. Esce nella ripresa

Biraghi 5,5: Da qualche gara viene circoscritto nelle sue avanzate come le vecchie utilitarie non euro diese nelle giornate anti smog. Difende bene, anche se delle volte si perde Callejonb e Mertens che si buttano tra lui e Hancko. Ottimo lo snervo sullo spagnolo che anche questa volta aveva scambiato il Franchi con la piscina Costoli.

Veretout 6,5: Ormai la diga di Assuan non è più un modello ma un qualcosa che gli legge la targa. Domina il centrocampo con muscoli e nervi, anche contro uno dei massimi interpreti come Allan. Lotta e imposta, anche se spesso non è preciso. Ma nel caos finale ci mette lucidità e polmoni, oltre al cuore.

Edimilson 6: Onesto portatore d’acqua dopo una Domenica, la scorsa, passata a essere protagonista. Ordina le trame, abbassa i ritmi, non verticalizza ma gestisce. Utile all’economia viola più del reddito di cittadinanza in quella italiana si conferma

Dabo 5,5: E’ il classico giocatore che spacca in due l’opinione. Il pubblico gode perchè la sua foga lo porta a fare delle giocate da capopopolo, l’allenatore inorridisce perchè tatticamente è più anarchico di Bakunin. Da tutto e anche qualcosa di più, uno show continuo nelle proteste con Calvarese.

Gerson 6: Un po’ più ispirato e presente rispetto al solito zampetta sulla fascia sinistra, si accentra e prova il dialogo con Chiesa e Muriel. Esce un po’ stizzito, ma questa volta da la sensazione di aver lasciato traccia nella partita. Oggetto ieri identificato.

Chiesa 6: Meno monstre del solito ma ugualmente punzecchiante. Si sbatte come nelle sue facoltà ma perde l’occasione e il momento giusto in un paio di giocate. Resta un qualcosa di fuori categoria, per come trascina, per come ci sente, per come vuole risolvere tutto da solo e in prima persona. Non so se darà vita al nuovo Rinascimento fiorentino come scritto da un giornale, ma è il volto copertina di una rivista ancora tutta da scoprire.

Muriel 6: Il Napoli qualche spazio lo concede, ma si tratta di mini giardini e non di praterie come piacciono a lui. Tacchi e guizzi da giocatore vero ma anche un contropiede cestinato malamente. Condizione fisica ottima, anche di fronte a colui che ironizza sul suo rapporto con le pasticcerie. Ha il merito di aver dato dolcezza all’ambiente, fino a Gennaio troppo amaro.

Vitor Hugo 6: A parte tutta la settimana e non al meglio viene chiamato come soldato di riserva. Inizia con due giocate schock ma poi rispedisce al mittente la paura dell’Hugata(termine approvato anche dall’Accademia della Crusca). Prende in mano la difesa in un finale in apnea.

Mirallas sv: Entra e si rompe subito. Dura meno di uno stecchino rosso in una partita a Shangai.

Simeone 5,5: Non proprio un impatto clamoroso nel match, si ricorda per la punizione che prende facendo rifiatare la squadra.

Pioli 6,5: Con una squadra incerottata e ai minimi termini prende un punto di granito. Squadra ridisegnata e brava nel pressing alto, concede forse qualcosa sugli esterni ma costruisce anche buone occasioni. Ha concesso in due anni un solo gol al Napoli in quattro partite, mica male. La rincorsa all’Europa prosegue, little by little.