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Muriel: “Un gruppo così unito non si vedeva da anni, voglio la Coppa Italia”

L’attaccante della Fiorentina Luis Muriel ha concesso una lunga intervista a Repubblica: “Questo gruppo resterà unito per molti anni, faccio fatica a ricordare uno spogliatoio così. È un valore aggiunto. Vorremmo conquistare un trofeo per noi, anche perché finora quasi nessuno ha vinto qualcosa. Il trofeo è un obiettivo che unisce qualsiasi squadra. Vogliamo vincere la Coppa Italia anche per tutte le persone che hanno lavorato con noi, compreso Stefano Pioli».

Con i compagni pensate già alla finale?
«Prima c’è l’Atalanta, poi in finale te la giochi con chiunque. Sarà indifferente».
Cosa non ha funzionato nel campionato della Fiorentina?
«Questo è un gruppo importante, con qualche episodio a favore potevamo lottare per l’Europa League, ma anche per la Champions. Non siamo inferiori a Torino e Atalanta. Abbiamo una grande squadra e questa deve essere una motivazione: con la testa giusta, iniziando bene la prossima stagione, possiamo lottare per i primi posti».
Si immagina una Fiorentina senza Federico Chiesa?
«Io vivo il presente. Ora lo abbiamo noi e non penso ad altro.
Il futuro è tutto da scrivere. È un giocatore con caratteristiche molto diverse da me, ma siamo simili nella velocità palla al piede e nel fatto che usiamo entrambi i piedi per calciare».
Il paragone con il brasiliano Ronaldo ai tempi di Lecce e Udine quanto le hanno pesato?
«All’inizio mi distraeva, volavo con la testa da un’altra parte. Poi quando ho iniziato a crescere e sono maturato, ho capito che potevano essere una motivazione, un obiettivo. Mi basterebbe fare la metà di quello che ha fatto. Un campione come lui è difficile da rivedere».
Meglio lui di CR7?
«Cristiano è un esempio, ma il mio idolo rimane il Fenomeno».
Non ha la sensazione di poter fare qualsiasi cosa con la palla al piede?
«Si, lo sento in campo. Vedo che quando faccio alcune giocate le difese arretrano mentre su altri miei compagni vanno subito in pressing».
Nel campionato italiano comanda sempre la Juventus…
«E questo deve far riflettere. Non è bello, per chi insegue, vedere una squadra vincere otto campionati di fila. Il fatto che vincano sempre gli stessi deve essere una motivazione. Chi insegue deve lavorare di più per arrivare a quei livelli lì. Così come deve far riflettere il fatto che in Champions le squadre italiane, tra tutte la Juve, fanno fatica a raggiungere gli obiettivi. C’è da lavorare tantissimo, sperando che già dal prossimo campionato ci sia un’altra squadra capace di lottare per titolo fino alla fine».
A Firenze ha ritrovato Montella, che aveva avuto alla Sampdoria e al Siviglia: chi è maturato di più?
«Vincenzo è maturato tantissimo e ha imparato molto dalle esperienze che ha vissuto. È un bene per noi che abbia questa esperienza e che ce la possa trasmettere, ci servirà tanto, anche a Bergamo. A 28 anni non sono più un ragazzino, come quando l’ho trovato la prima volta. Lavorare con un grande allenatore come lui mi stimola e metterò a sua disposizione l’esperienza che ho acquisito anche io in questi anni».
Cosa c’è di Luis bambino che ancora ritrova nel Muriel professionista?
«L’allegria, che non ho mai voluto perdere, nemmeno nei momenti di grande difficoltà. È una delle mie caratteristiche migliori come persona e cerco di tenerla sempre con me, anche quando vado in campo. Ho vissuto tutta l’infanzia con molta allegria e cerco di vivere anche la mia carriera con questo spirito, soprattutto nelle difficoltà».
Lei è in prestito dal Siviglia, deve essere riscattato per 14 milioni: pensa che alla fine resterà in viola?
«Sicuramente. Firenze è una città che ti permette di pensare anche a una vita futura. Mi farebbe piacere non solo rimanere adesso e per tanto tempo, ma anche magari viverci dopo il calcio».