, ,

Multa da 536 euro all’associazione disabili, ma la macchina non è la loro

La sanzione annullata dopo l’intervento di Lady Radio. E la polizia municipale adotta una nuova procedura a tutela dei cittadini

Una brutta storia con un lieto fine: è quella dell’associazione fiorentina che si occupa di disabili, la APS, destinataria di un avviso bonario per una multa stradale da 536 euro. Peccato che la targa indicata si riferisse ad una macchina che non era mai stata intestata all’associazione.

AMARA SORPRESA
La presidente Barbara Pacini aveva ricevuto l’avviso bonario con l’esortazione a pagare per il maxi-verbale, frutto di un eccesso di velocità e della mancata comunicazione dei dati della patente per decurtare i punti. Subito però si era accorta che la targa indicata non corrispondeva a nessuno dei veicoli dell’associazione. Insomma, quell’avviso era stato recapitato alle persone sbagliate.

“VADA DAL GIUDICE DI PACE”
Barbara Pacini si era presentata agli uffici della polizia municipale di Legnaia, dove l’avevano invitata a lasciare l’avviso bonario in attesa di capire il problema. Ma dopo due mesi era arrivato ad APS un secondo avviso bonario, identico al primo: Barbara, tornata a Legnaia, era stata indirizzata all’ufficio delle Cascine. Qui le era stato consigliato di rivolgersi al giudice di pace, con relativa perdita di tempo e denaro, per ottenere l’annullamento della multa.

LA RISPOSTA
Barbara ha segnalato il suo caso al 39 33 055 055, la linea telefonica della trasmissione di Lady Radio “La Risposta”, in onda il venerdì mattina dalle 10. Con l’aiuto della nostra emittente, alla fine la polizia municipale di Firenze ha scovato e corretto l’errore, come ci ha spiegato stamani il responsabile dello sportello al cittadino della polizia municipale Andrea D’Uva: “In fase di verifica dei dati del destinatario, trattandosi di un’associazione e non di una persona fisica, è stata erroneamente attribuita la denominazione di un’associazione che aveva lo stesso nome, ma un altro indirizzo”. Uno scambio di persona, pardon, di associazione. D’Uva ammette che “quando Barbara Pacni si è rivolta agli uffici del front office, la problematica non è stata correttamente inquadrata”. Ma adesso che il disguido è stato chiarito, APS non dovrà più pagare un solo centesimo. Anzi, c’è un ulteriore risultato: “Abbiamo istituito una procedura interna su istanza del destinatario per avviare un’istruttoria e verificare in se di autotutela se vi sono gli estremi per annullare direttamente l’avviso bonario, senza ulteriori oneri per il cittadino”, spiega il commissario D’Uva. In pratica, se dovessero ripetersi in futuro errori del genere, i cittadini avranno una procedura chiara da seguire e un modulo dedicato da riempire per chiedere l’annullamento della sanzione.

ASCOLTA DA “LA RISPOSTA”