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Ataf, “L’autista non ha aiutato il disabile a scendere”

Momenti di tensione tra il conducente e un gruppo di passeggeri che hanno protestato

Sono le 11.50, l’autobus si ferma in piazza San Marco e un uomo in carrozzina vorrebbe scendere: chiede aiuto all’autista che però non si degna di una risposta e così sono alcuni giovani passeggeri a dover intervenire per aiutarlo. E’ una storiaccia, quella capitata stamani sulla linea 23 dell’Ataf, almeno per come la racconta Bernard Dika, 21enne studente già molto noto per essere stato presidente del parlamento degli studenti della Toscana e membro della direzione nazionale del Pd. Dika, testimone dell’accaduto, ha affidato tutto ad un post su Facebook: “Alla fermata di Piazza San Marco un cittadino in carrozzina è salito sul mezzo facendosi aiutare da sua moglie. Per scendere il signore disabile ha chiesto di essere aiutato (è un suo diritto come è dovere dell’autista spegnere i motori e aiutare nella salita e discesa il passeggero disabile). L’autista non si è degnato nemmeno di rispondere. Abbiamo aiutato noi, giovani, il disabile con un silenzio assordante degli adulti”. Tutto finito qua? Niente affatto. “Il cittadino una volta sceso – prosegue lo studente – si è posizionato davanti al bus in segno di protesta per qualche secondo. L’autista ha dato un po’ di gas, si è fatto largo, e ha proseguito come se niente fosse accaduto”. A questo punto il gruppetto di studenti chiede spiegazioni: “Eravamo pochi giovani, siamo andati a lamentarci chiedendogli ‘perché non l’ha aiutato?’ ma con un’arroganza fuori misura si è fermato poco dopo scendendo dall’autobus e costringendo tutti i passeggeri a prendere quello dopo”. Dika, che invoca l’intervento del sindaco Nardella e di Ataf, chiosa con un “post scriptum” in cui solleva un altro dubbio: “il cittadino disabile era di origine marocchina, accompagnato dalla moglie che portava legittimamente il suo burqa. Forse, per la sua fede, è un cittadino di serie b?”.