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Funaro, “Così cambio le mense scolastiche”

“I piatti devono essere anche appetibili”. Il nodo della base d’asta nelle gare

Una rivoluzione in due fasi: la prima a settembre, con nuove indicazioni alle ditte che gestiscono i centri cottura; la seconda a gennaio, dopo la gara per selezionare le nuove aziende. E’ la tabella di marcia tracciata stamani dall’assessora all’educazione Sara Funaro. La sfida passa da un confronto con la Asl su menu e grammature, da un maggior controllo, dalla nomina di un referente per ciascuno dei 15 centri cottura cui potranno rivolgersi genitori e commissioni mense per le segnalazioni. E poi il concetto della “appetibilità”, ovvero l’idea che un piatto, oltre che equilibrato e con ingredienti di qualità, debba essere anche il più gradevole possibile per un bambino. Un passo avanti, precisa Funaro, che sarà possibile solo da gennaio dopo le nuove gare d’appalto. Sullo sfondo anche il tema dei costi, con la base d’asta delle ultime gare (3,26 euro a pasto + 4% di iva, trasporto escluso) che a detta di alcuni esperti del settore non è sufficiente per garantire qualità. “Abbiamo inserito nelle delibere di bilancio 500mila euro in più per le mense”, spiega l’assessore. Ascolta dal gr del mattino.