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“Mio figlio separato dai compagni”, protesta sulla composizione delle classi

Il caso in una scuola fiorentina. Interviene l’associazione Age: disatteso il regolamento d’istituto

Giacomo (nome di fantasia) stamani ha affrontato il suo primo giorno di scuola elementare senza aver accanto nessun volto conosciuto: tutti i suoi amichetti con cui aveva condiviso la scuola dell’infanzia sono stati inseriti in classi diverse. In pratica il gruppetto di sette bambini è stato suddiviso così: quattro in una classe, due in un’altra e Giacomo rimasto tutto da solo. E’ quanto accaduto in un istituto comprensivo di Firenze, per quanto nel regolamento d’istituto si specifichi che la composizione delle classi dovrebbe essere improntata ad una equa ripartizione in relazione a sesso, appartenenza alle stesse sezioni nel ciclo scolastico precedente, presenza di alunni con bisogni educativi speciali o altri “casi particolari”. Invece in una sezione sono finiti due maschi del gruppetto, in un’altra l’intero quartetto delle bambine e Giacomo, appunto, è rimasto da solo, peraltro in una classe dove sembrerebbe anche più marcata la presenza di alunni con bisogni speciali perché non di lingua italiana. Daniele, il babbo di Giacomo, si è rivolto all’associazione di genitori A.Ge che ha scritto al dirigente scolastico, all’ufficio scolastico provinciale e al dirigente dei servizi all’infanzia del comune di Firenze. “Dagli elenchi pubblicati all’Albo dell’Istituto – si legge – appare evidente che il criterio della equa distribuzione è stato totalmente disatteso nella formazione dei tre gruppi di alunni”. Singolare anche l’esito di un primo incontro a fine luglio tra i genitori di Giacomo e il dirigente del servizio comunale, che avrebbe parlato loro di “difficoltà relazionali” del figlio in realtà mai comunicate prima alla famiglia. Ad ogni modo in quell’incontro sarebbe stato prospettato al babbo e alla mamma di Giacomo un intervento per riunire il bimbo almeno ad uno dei suoi vecchi compagni. Promessa disattesa poi a settembre. Così Age Toscana chiede ora all’Istituto di dar seguito ai criteri del regolamento d’istituto permettendo a Giacomo di avere almeno un amichetto in classe con sé. Ascolta e guarda dal gr del mattino.