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Pulgar: “Ho scelto la Fiorentina fin da subito, volevo tutto in fretta”

Il centrocampista della Fiorentina Erick Pulgar si è raccontato in una lunga intervista a La Nazione. Eccone un estratto: “Tatuaggi? Non li ho mai contati, ma sono tanti e tutti hanno un significato preciso. E’ un modo per raccontarmi. Sul collo ho il nome di mia mamma. Davanti quello di mia nonna… Poi, sul petto, ho l’immagine del quartiere della mia città, dove sono nato e cresciuto. E qui, sull’avanbraccio sinistro si può leggere una preghiera”.

La trattativa con la Fiorentina? “Ero in vacanza. Di solito non mi piace parlare di calcio o di contratti quando stacco la spina, ma quando ho capito che la Fiorentina faceva sul serio, mi è entrata un’ansia terribile. Volevo sapere, volevo sapere tutto e in fretta”.

I rigori? “È stata ed è una sfida con me stesso. Tutta colpa del mio primo rigore. L’ho calciato in un Torino-Bologna e l’ho sbagliato. Quell’errore mi ha fatto infuriare e da quel momento mi sono detto che sarei diventato imbattibile dagli undici metri. Mi sono allenato e mi alleno tantissimo. E nella Fiorentina, Montella mi ha scelto, insieme a Boateng, come rigorista. Bello”.

I miti? “I miei miei miti, i giocatori che mi sono preso come esempio, da sempre sono Vidal e Busquets. Di Vidal invidio proprio il ruolo, la posizione. E’ uno che non ha paletti, lo trovi ovunque. In mezzo alla battaglia, sempre. Di Busquets ammiro la tranquillità e la freddezza”.

Passioni? “Mi piace ascoltare la musica e il mio genere, unico e intoccabile, è il ’reggaeton’. Poi ho una passione da matti per il biliardo. Sì, gioco a biliardo”.

Essere un cattivo? “Sono uno che quando c’è da battersi mi ci tuffo sempre. E non solo a metà campo. Ma anche in difesa e perché no, in attacco. Se fare questo significa essere ’cattivo’… beh, allora non posso dire di no. E sinceramente mi piace”.