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Coop Legnaia: giallo sulla messa in liquidazione, poi il presidente smentisce

La risposta ai sindacati dopo le voci sul cda di venerdì scorso

Nuovo colpo di scena nella tormentata vicenda della Legnaia, la storica cooperativa agricola messa in crisi dai debiti con le banche: una fonte ci ha rivelato che venerdì il consiglio d’amministrazione si sarebbe espresso per la messa in liquidazione dell’azienda. Né il presidente Emanuele Cammelli né l’ufficio stampa hanno risposto alle nostre telefonate e messaggi nel fine settimana per chiedere una conferma o smentita dell’indiscrezione, che intanto sono rimbalzate anche tra i cinquecento soci e tra i lavoratori (un centinaio, di cui oltre la metà sono anche soci).

I SINDACATI

“Nelle ultime ore abbiamo appreso anche noi la notizia in via ufficiosa – ha detto a Lady Radio Yuri Vigiani della Filcams Cgil – e abbiamo chiesto tramite la Rsu una presa di posizione da parte dell’azienda, se non arrivasse nelle prossime ore apriremo lo stato di agitazione per chiedere urgentemente un nuovo tavolo presso l’unità di crisi regionale”. Per Vigiani ci sono ancora margini per salvare e rilanciare la cooperativa, ascolta dall’intervista.

LA LETTERA DEL PRESIDENTE

E proprio alle sollecitazioni dei sindacati ha risposto nella tarda mattinata il presidente Cammelli. Una lettera stringatissima, una riga e mezzo per informare che “il Consiglio non ha assunto alcuna decisione in merito all’eventuale liquidazione della cooperativa”. Era stato proprio il cda, in una precedente riunione, a valutare di affidare ad un commissario esterno un piano di ristrutturazione.

L’ASSEMBLEA DEI SOCI

Resta comunque alta la tensione in attesa di domenica prossima, quando è convocata l’assemblea dei soci: una tappa considerata comunque decisiva per il futuro della cooperativa.