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Riders a Firenze, i cassoni del cibo lasciati nel parcheggio. E l’igiene?

I contenitori incustoditi durante la notte. E i ciclofattorini maneggiano il cibo senza guanti. Ma nessuno controlla

Da cattive condizioni di lavoro derivano rischi: per il lavoratore anzitutto, ma anche per il consumatore. Accade anche per i ciclofattorini fiorentini che consegnano cibo a domicilio. Come avviene in altre città, quelli che lavorano per alcune piattaforme non hanno un contratto, né tantomeno una “base” dove poter riporre i cassoni nei quali trasportano il cibo. Il risultato? E’ quello che alcune settimane fa aveva documentato il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Firenze, Alessandro Draghi: i contenitori vengono lasciati incustoditi insieme alle bici nel parcheggio sotto la stazione di Santa Maria Novella.

Ci sono infatti riders che non abitano a Firenze e che quindi a sera lasciano la bici nel garage, insieme al cassone. Qualcuno lo deposita a terra, nella migliore delle ipotesi resta montato sulla bici ma comunque in un ambiente non adeguato e in ogni caso alla mercè di tutti. Inoltre, in assenza di un “magazzino” adatto allo scopo messo a disposizione dei riders, è anche difficile che i contenitori vengano lavati con regolarità. In più, ci racconta Yftalem Parigi, ciclofattorino e sindacalista della Cgil, alcuni ristoranti legati alle piattaforme non confezionano le pietanze, per cui capita regolarmente che i cibi si rovescino durante il trasporto e che i riders debbano “ricomporre” i piatti, toccando il cibo. Ma quanti usano dei guanti? Quanti hanno l’abilitazione haccp? Insomma i dubbi sono tanti, e i controlli latitano. Ovviamente non tutte le piattaforme si comportano allo stesso modo e a Firenze ci sono anche dei casi positivi. Ascolta il nostro servizio dal gr del mattino.