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Forteto, il fuoriuscito: “Mia figlia incontra la ‘nonna’ condannata”

Il racconto di Emanuele a Lady Radio. La donna ha concordato una pena di due anni (sospesa)

Emanuele è uno degli ex ragazzi del Forteto: arrivato in Mugello quando era bambino, affidato (sulla carta) ad un uomo e una donna e seguito (nei fatti) da altri due (capitava spesso che nella comunità i minori fossero assegnati a persone diverse da quelle indicate dai giudici). Oggi è un uomo, padre di una bambina avuta dalla ex moglie. E’ uscito dalla comunità del Mugello nel 2016, un anno dopo la conclusione del primo processo, in cui aveva reso una testimonianza benevola nei confronti degli indagati. Una testimonianza in realtà indotta dietro minacce e pressioni subite nella comunità, raccontò Emanuele già nel 2017 al Corriere Fiorentino. Se Emanuele ha rotto con il Forteto, la sua ex moglie conserverebbe buoni rapporti con i genitori affidatari “di fatto” dell’ex marito: lui, processato e poi prescritto; lei, che ha concordato una pena (sospesa) di due anni per maltrattamenti al processo d’appello bis. E, per la bambina, i genitori affidatari (di fatto) del padre sarebbero come dei nonni. Secondo Emanuele, quando la figlia è con la madre trascorre anche del tempo con loro. “Sono sicuro”, spiega a Lady Radio. “Posso credere che possano voler bene alla bambina, magari si sono resi conto di tanti sbagli”. Tuttavia “una persona che ha un certo tipo di condanna non penso sia giusto che stia a contatto con dei minori, o per lo meno io non sono d’accordo”.

Emanuele ha raccontato anche la sua esperienza con il progetto “Oltre”, voluto dalla Regione Toscana per assistere chi era uscito dal Forteto o voleva farlo: un’opportunità che ha permesso anche a lui di andarsene, ma che oggi incontra invece grossi limiti secondo Emanuele, che non si sente supportato in un momento di difficoltà. Ascolta e guarda dal gr del mattino.