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Processo Duccio Dini: arrestato scrive lettera di scuse alla famiglia

Una lettera di scuse scritta dal carcere e inviata alla famiglia di Duccio Dini, il 29enne travolto e ucciso il 10 giugno 2018 nel corso di un inseguimento tra auto: l’autore è il 20enne Mustafa Remzi, uno degli uomini che si sarebbero trovati a bordo delle vetture coinvolte nell’inseguimento, arrestato e ora imputato insieme ad altre sei persone con l’accusa di omicidio con dolo eventuale nel processo per la morte del 29enne. Una copia della lettera è stata acquisita oggi agli atti del processo, in occasione dell’esame dell’imputato. La famiglia di Dini ha fatto sapere attraverso i suoi legali di averla ricevuta nell’ottobre del 2018, ma di aver deciso di non leggerla e di non aver mai aperto la busta.

Secondo quanto appreso, nel documento Mustafa Remzi chiederebbe perdono ai genitori di Duccio, scusandosi e dicendo di essere profondamente addolorato per quanto avvenuto. Oggi rispondendo alle domande del pubblico ministero Mustafa Remzi ha negato, contrariamente a quanto sostenuto dall’accusa, che a bordo di una delle auto coinvolte nell’inseguimento ci fosse anche il nonno Amet Remzi.

La stessa versione è stata data da un’altro degli imputati, Amet Kamjuran. Amet Remzi, anche lui imputato nel processo, ha invece deciso di non rispondere alle domande così come Mustafa Dehran. I loro difensori hanno chiesto e ottenuto che fossero acquisite agli atti del processo le dichiarazioni rese dai due in occasione dei precedenti interrogatori davanti al gip. L’esame degli imputati proseguirà nel corso dell’udienza del 17 dicembre prossimo.