, ,

Mercafir, Campi, restyling del Franchi: tutti i nodi delle tre ipotesi stadio

Lo speciale a Lady Radio dopo il comunicato della Fiorentina

Distinguere tra bei sogni e ipotesi percorribili: è il tentativo che abbiamo fatto a Lady Radio ripartendo dalle tre alternative sul tavolo per dotare la Fiorentina di un impianto moderno, di proprietà, in grado di generare utili e far lievitare il fatturato della società.

MERCAFIR
Il Comune di Firenze ha aperto il bando per la vendita dell’area sud (scadrà il 7 aprile) ma proprio ieri il club viola ha messo le mani avanti con un comunicato, riepilogando tutte le ragioni di scetticismo che potrebbero spingere Commisso e i suoi a non presentare nessuna offerta: costi elevati (i 22 milioni a cui aggiungere le opere di urbanizzazione), tempi incerti (un ritardo di 8 mesi rispetto all’obiettivo dello stadio pronto per settembre 2023, dubbi sulla capacità dell’amministrazione comunale di liberare l’area sud in venti mesi) e incognite ambientali (una bonifica del terreno da eventuali inquinanti che richiederebbe altro tempo e altri soldi). Circa quest’ultimo scenario, stamani il presidente dell’ordine dei geologi della Toscana Riccardo Martelli ha detto a Lady Radio di “ritenere legittime le preoccupazioni”, ipotizzando che almeno in linea teorica, nel corso degli anni, all’interno del mercato ortofrutticolo “ci possano essere stati sversamenti di idrocarburi, magari da cisterne di gasolio per il riscaldamento”.

CAMPI
“Noi siamo sempre pronti”, dice a Lady Radio il vicesindaco di Campi Bisenzio Giovanni Di Fede. L’ipotesi di realizzare lo stadio nell’area vicina all’Asmana prevede costi molto più bassi per i terreni, una trattativa che sembra in discesa per il passaggio dell’area dai proprietari alla Fiorentina e trova ben disposta l’amministrazione Fossi per predisporre le modifiche urbanistiche necessarie. Ma servono nuove strade, studiare un collegamento con la stazione ferroviaria di Pratignone, pensare ad una variazione del tracciato della futura tramvia (tracciato ancora non finanziato) che secondo il progetto attuale si attesterebbe a villa Rucellai, distante un chilometro e mezzo dal luogo dell’ipotetico stadio. Di Fede rispolvera persino il vecchio progetto di portare a Campi il treno. Su queste partite entrano in gioco anche Regione e Città Metropolitana (oltre alle Ferrovie), e dunque ad oggi il solo impegno dell’amministrazione campigiana non è sufficiente a garantire tempi certi e comparabili con il traguardo del settembre 2023.

RESTYLING
Non fare un nuovo stadio: è uno dei possibili scenari contemplati dalla Fiorentina nel comunicato di ieri. Questo significa restaurare il Franchi? Un intervento almeno minimale è possibile, più volte il sindaco Nardella ha detto di voler procedere alla copertura a prescindere dalla permanenza della Fiorentina. Ma c’è tutto il resto: rimettere mano alle curve senza demolirle e pensare ad uno sfruttamento commerciale dell’impianto e dell’area circostante. Nodi presi in esame da un primo progetto elaborato dallo sudio di architettura Giraldi, proposta che ha incuriosito il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi ma che non sembra entusiasmare né la Fiorentina né Palazzo Vecchio. E poi c’è la questione della proprietà del Franchi: lo stadio si può vendere, ha rivelato a dicembre il sovrintendente Andrea Pessina, ma a precise condizioni.

Riascolta dal gr del mattino.