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Coronavirus, chi esce di casa deve avere l’autocertificazione. L’attività motoria? Sconsigliata ma consentita

Un po’ di chiarezza nel caos istituzionale sulle corse al parco e sulle passeggiate

Partiamo subito dalle indicazioni di buon senso: più si resta a casa e meglio è, se non ci sono esigenze di salute particolari si può rinunciare ad un po’ di attività fisica senza gravi conseguenze. Per cui passeggiate e corse sono comunque sconsigliate, e non si dovrebbe uscire dalla propria abitazione se non per lavoro, per necessità o motivi di salute. Fin qui i consigli di ragionevolezza.

Ma poi c’è la legge, ci sono i controlli, le sanzioni e le denunce. E su questo versante si è consumato un caos vergognoso, si è assistito ad una gestione dilettantesca di un aspetto delicato come la limitazione di un diritto fondamentale com’è quello alla libera circolazione.

COSA DICE LA LEGGE

Al momento su questi aspetti è ancora in vigore il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 10 marzo. Questo provvedimento ha esteso a tutta Italia i limiti alla circolazione delle persone già adottati in precedenza per la Lombardia e le altre province del nord, che vietavano gli spostamenti ad eccezione di quelli per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Ma all’articolo 1, terzo comma, il decreto dice che “lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”.

L’AUTOCERTIFICAZIONE (scaricala QUI)

Inizialmente si era interpretato il divieto come se riguardasse solo gli spostamenti al di fuori del comune, e che solo in questi casi si dovesse riempire il modulo per autocertificare l’esigenza del proprio spostamento (lavoro, necessità, salute, oppure il rientro presso l’abitazione, la residenza o il domicilio). Poi ieri è stato chiarito che l’autocertificazione va compilata per qualsiasi spostamento, anche nel proprio comune. In pratica non si può uscire senza il foglio (o per lo meno senza un valido motivo, dato che è possibile ricevere il modulo anche dalle forze dell’ordine che ti controllano e compilarlo all’istante).

CORSE E PASSEGGIATE

Dunque in base al decreto del 10 marzo, che non è stato in questo modificato da quello di ieri, l’attività motoria è consentita. Già, ma se esco per una passeggiata o per una corsa, o per portare fuori il cane per i bisogni (altro comportamento ammesso) cosa scrivo sul modulo circa i motivi? Salute? Necessità? In pratica si è fatto circolare un modulo che manca di una possibile motivazione, creando molta confusione. E mentre molte prefetture invitavano a evitare anche le passeggiate, sul sito ufficiale del governo il vademecum continua a riportare che “l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo” e che “parchi e giardini pubblici possono restare aperti per garantire lo svolgimento di sport ed attività motorie all’aperto, come previsto dall’art.1 comma 3 del dpcm, a patto che non in gruppo e che si rispetti la distanza interpersonale di un metro”. Il solito pasticcio italiano.