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Coronavirus, nella notte il decreto: a Firenze e in Toscana stop a pub, cinema, musei, teatri. Non si celebrano Messe e funerali

Oltre alle limitazioni alla mobilità in Lombardia e nelle altre province a rischio, ci sono misure valide in tutto il territorio nazionale

E’ stato firmato nella notte il nuovo decreto per limitare i contagi da coronavirus. Il provvedimento individua misure ancora più drastiche per la Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbania-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia: in queste zone sono limitati l’ingresso, l’uscita e gli spostamenti interni alle sole necessità, ai motivi di lavoro o di salute.

Queste invece le misure previste fino al 3 aprile per l’intero territorio nazionale, e quindi valide anche a Firenze e in Toscana.

– blocco dei congressi medici

– niente manifestazioni, eventi, spettacoli; chiusi i cinema e i teatri

– chiusura di pub, discoteche e simili, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse

– chiusura dei musei

– i bar e i ristoranti potranno restare aperti a patto di garantire la distanza di un metro tra i clienti; le altre attività commerciali all’aperto o al chiuso hanno la raccomandazione di contingentare gli ingressi, evitare assembramenti e far rispettare la distanza di sicurezza di un metro

– le partite e gli allenamenti sono consentiti in impianti a porte chiuse o all’aperto senza pubblico e con obbligo di controlli medici preventivi a cura delle società sportive (questo potrebbe scoraggiare la prosecuzione degli allenamenti di società dilettantistiche e giovanili, che già hanno fermato i campionati)

– palestre, piscine e centri sportivi possono stare aperti solo a patto di far rispettare la distanza di un metro di sicurezza

– confermata fino al 15 marzo la chiusura di scuole, nidi, università (comprese le forme di “aggregazione alternativa”)

– salvo casi straordinari gli accompagnatori dei pazienti devono restare fuori dai pronto soccorso

– limitazioni agli accessi a Rsa, hospice, strutture riabilitative (di fatto sono misure già adottate nei giorni scorsi ma che forse saranno ora inasprite)

– smart worging applicabile dai datori di lavoro anche in assenza di accordi individuali; ai datori viene chiesto di favorire la fruizione di ferie e congedi ordinari

– isolamento dei detenuti sintomatici nelle carceri

– sospese Messe, funerali, funzioni religiose e civili; consentita la preghiera nei luoghi di culto con distanza di un metro

– chi è in quarantena o positivo al virus non può allontanarsi da casa

Sono poi raccomandate altre misure: i malati e gli anziani devono restare a casa, così come le persone che hanno febbre (37 e mezzo) e sintomi influenzali; ma si chiede anche di limitare in generale gli spostamenti a tutte le persone, anche a chi sta bene.

Qua il testo del decreto. DPCM_20200308 (coronavirus 8 marzo)