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Coronavirus, Saccardi: “Miglioreremo tempi per tampone a domicilio. Avanti con screening per i sanitari”. Il test ai calciatori? “Per i viola stesse regole che per gli altri”

Intervista all’assessore regionale alla salute

“Ho tante segnalazioni anche io, abbiamo una produzione molto più ampia dei laboratori per fare i tamponi e stiamo cercando di diminuire il tempo che intercorre tra la chiamata e il tampone”. Così l’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi in un’intervista a Lady Radio, rispondendo alle domande su quei pazienti con febbre e contatti stretti con persone positive al covid-19 che non riescono a ricevere il test nonostante la richiesta del medico curante. “Siamo passati da una produzione di meno di mille a quasi cinquemila tamponi al giorno”, spiega.

IL TEST SIEROLOGICO

Lo screening con il test sierologico, l’analisi fatta su una gocciolina di sangue prelevato, è un test più rapido del tampone (15-20 minuti contro alcune ore) e quindi permette di fare più controlli, ma è anche meno attendibile. Il 19 marzo con una nota il comitato tecnico scientifico del ministero della salute aveva ribadito che solo il tampone offre una diagnosi affidabile. Stamani sui quotidiani locali si parlava di una “frenata” nello screening tra il personale sanitario, dopo alcune perplessità arrivate da Careggi. Saccardi smentisce: “Non ci siamo fermati con lo screening al personale sanitario”. Precisando poi: “Il test sierologico riesce a darci un orientamento, non sostituisce il tampone e non è un accertamento diagnostico”, ma “è uno strumento rapido che ci consente di valutare molti più soggetti rispetto al tampone”.

LE MASCHERINE

Se con le chirurgiche e le “made in Tuscany” si riesce più o meno a garantire il fabbisogno negli ospedali, sulle mascherine professionali restano problemi: “Le mascherine ffp2 e i presidi più complessi non li produciamo noi, anche se ci stiamo provando, e quindi bisogna affidarsi ai quantitativi che ci vengono forniti dalla protezione civile nazionale”.

IL TAMPONE AI CALCIATORI

L’assessore è intervenuta anche sulle polemiche per i test somministrati con facilità ai giocatori di calcio e ai loro familiari. Saccardi sostiene che in Toscana non ci sono stati favoritismi nei confronti della Fiorentina e dei suoi giocatori e tesserati: i tamponi sono stati fatti “seguendo le regole ordinarie, erano tutte persone che avevano febbre da giorni”. E dalle parole dell’assessore emerge anche che uno dei giocatori risultati positivi si sarebbe presentato direttamente al pronto soccorso di Santa Maria Nuova: comportamento sbagliato, si deve sempre chiamare il medico e in caso di necessità di ricovero il paziente viene prelevato a casa.

Ascolta l’intervista integrale.