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Decreto liquidità: niente crediti facili alle piccole aziende che hanno avuto problemi con le banche

Un’analisi del provvedimento insieme a Ranieri Villi (Unione Giovani Commercialisti) e Alessandro Sorani (Confartigianato)

Prestiti facili e garantiti dallo Stato; ma pur sempre prestiti, soldi che le aziende dovranno restituire, con piccoli interessi, nel giro di 6 o al massimo 8 anni. E’ quanto prevede il decreto liquidità varato ieri dal Governo Conte e che stamani abbiamo analizzato con Ranieri Villi (Unione Giovani Commercialisti di Firenze) e con Alessandro Sorani (presidente Confartigianato Firenze). E subito è emerso un particolare che ha generato i primi equivoci raggelando l’entusiasmo. Se è vero che le aziende sotto i 499 dipendenti possono chiedere prestiti fino a 25mila euro garantiti al 100% dallo Stato e senza istruttoria né da parte delle banche né da parte del fondo di garanzia, questo salta per chi non si è “comportato bene” con le banche. “Molti colleghi stanno già ricevendo domande in merito”, spiega Ranieri Villi. “Coloro i quali avessero già dei problemi con istituti di credito o crediti deteriorati non possono accedere a queste somme”.

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