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Coronavirus, l’infermiere: “Amareggiati da certi aperitivi, serve prudenza ma la memoria è corta”

Marco Mostardini (Siiet): “Allentare sulle precauzioni è un rischio notevole, il Covid non è sparito”

“Stamattina mi sono fermato al bar per prendere un caffè, ma la mascherina ce l’avevo solo io…”. Marco Mostardini è un infermiere che opera nel sistema dell’emergenza sanitaria della Regione Toscana e referente regionale della Siiet, la Società Italiana Infermieri di Emergenza Territoriale. Due mesi fa, in piena emergenza, lui e i suoi colleghi, insieme ai medici e agli altri operatori sanitari, erano osannati come eroi nazionali. Che rimane oggi di applausi e striscioni? “La riconoscenza svanisce, la memoria è corta, però noi non ci siamo mai etichettati come eroi”, racconta in un’intervista a Lady Radio. Arrabbiati per certi comportamenti troppo disinvolti? “Arrabbiati no, siamo un po’ amareggiati vedendo la cronaca quotidiana. Dopo gli sforzi fatti, l’allentamento della tensione e gli aperitivi ci lasciano un po’ perplessi”. “Io capisco che dopo la chiusura totale, quando c’è un minimo di riapertura tutti ci rilassiamo – prosegue Mostardini – però la famosa frase ‘distanti ma vicini’ sarebbe opportuno mantenerla in questa fase, perché il covid 19 non è sparito: allentare sulle precauzioni è un rischio notevole”. Nell’intervista l’infermiere ricorda i sacrifici della sua categoria, a cominciare dal distacco dai familiari per proteggerli da un possibile contagio. Ascolta l’audio integrale.