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(AUDIO) Dall’Ara, Soprintendente Bologna: “Facciata valorizzata. Decreto Semplificazioni? Fare in fretta non sempre è un bene”

Intervista a Cristina Ambrosini, Soprintendente all’Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna

Nel giorno in cui il Bologna ha consegnato al Comune il progetto definitivo di ammodernamento dello stadio Dall’Ara, costruito nel 1925, Lady Radio ha intervistato il Soprintendente all’Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna Cristina Ambrosini.
Il progetto, che prevede costi di realizzazione di poco superiori agli 80 milioni, si basa sulla concessione al Bologna del diritto di superficie sullo stadio per 40 anni e l’intervento di 40 milioni da parte del Comune.
“Il ruolo della Soprintendenza nell’iter progettuale, non ancora concluso, è importante – dice Ambrosini – Stiamo parlando di uno stadio che è un bene culturale dal 1986. L’iter che ha portato all’approfondimento degli elaborati progettuali ha investito la Soprintendenza da alcuni anni. Abbiamo accompagnato e definito alcuni aspetti di cui si doveva tener conto riguardo ad un impianto a cui la città è molto affezionata. Questi dovevano prevedere innanzitutto un approccio di ascolto dell’evidenza architettonica per poi essere anche in grado di rispondere al necessario ammodernamento.
I vincoli sul Dall’Ara? La garanzia del mantenimento della lettura del complesso nelle sue caratteristiche fondamentali. Ad esempio rendere visibile la facciata monumentale realizzata con il tipico mattone bolognese, e di conseguenza lo smontaggio di tutta l’infrastruttura metallica che la avvolge e risalente ad Italia 90, la cui realizzazione fu seguita dai Beni Culturali.
Nel 2016, quando è iniziata la fase progettuale del restyling dello stadio, le ipotesi più recenti sono state portate all’attenzione anche dei comitati tecnici scientifici romani per valutare l’opportunità di intervenire sui lavori degli anni Novanta.
Sarà recuperata la facciata monumentale, ci sarà attenzione alla costruzione storica con le gradinate conservate e si farà in modo che l’innesto dei nuovi materiali sia rispettoso e poco impattante sulla costruzione storica. Si otterrà una finalità armonica e non stridente con l’eredità architettonica della città.
Ci dovrà essere un’attenzione allo stadio nel suo contesto urbano e quindi attraverso la tutela del bene culturale abbiamo posto da subito prescrizioni ed indicazioni sul progetto di riqualificazione affinché sia letto come unitario anche nelle sistemazioni esterne.
Decreto semplificazioni e l’operato di Pessina? Non conosco nel dettaglio le proposte inserite nella legge per quanto riguarda il restyling degli impianti storici. Se parliamo di credito sportivo o possibilità di canalizzare finanziamenti e modalità di intervento che abbiano un focus sugli stadi storici sarebbe importantissimo. Significherebbe sottolineare l’importanza di agire sul costruito storico con maggior consapevolezza e scelta a livello nazionale. Come ha detto Pessina credo che impatterà sul nostro operato in termini di tempistiche, di invito o obbligo di legge a ‘fare in fretta‘. Questo non sempre si sposa al meglio con le esigenze della tutela. Condivido perfettamente quanto detto dal collega Pessina perché le Soprintendenze hanno un quotidiano rapporto coi territori e si pongono in ascolto delle esigenze delle comunità. Chiaramente con un ruolo istituzionale che deve tutelare il patrimonio per tutti noi. Tutto ciò che ci viene assegnato per le funzioni di salvaguardia e tutela deve essere vigilato da noi nelle trasformazioni, in processi che vanno accompagnati. Massima attenzione dunque da parte nostra affinché questi processi avvengano nel rispetto delle normative con un’attenzione ad un’efficacia, senza dimenticarci che abbiamo un patrimonio che ci rende altamente responsabili. A volte fare in fretta non è sinonimo di fare bene. Anche se di questi tempi il silenzio e la distanza sociale ci hanno spero abituati a rilanciare i valori della riflessione“.

Foto: www.bolognafc.it