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Nuovo limite al contante: “Un danno agli artigiani fiorentini, ecco perché”

Da domani il tetto scende a 2mila euro, potrebbe frenare lo shopping di russi e cinesi a suon di banconote

Duemila euro: è il nuovo tetto per i pagamenti in contanti che scatta da domattina in tutta Italia. Sopra quella cifra si dovrà per forza utilizzare un sistema tracciabile, come il bonifico, il bancomat o la carta di credito. Una misura che, nelle intenzioni, dovrebbe ostacolare gli affari criminali e combattere l’evasione. Ma è davvero così? Quali conseguenze porterà nella nostra città?

UN FRENO ALLO SHOPPING DEI RICCHI DELL’EST
Secondo Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze, il tetto a duemila euro penalizzerà anche gli artigiani fiorentini perché frenerà gli acquisti folli di facoltosi turisti abituati a pagare in contante: “Pensiamo a quei mercati emergenti che per i nostri artigiani sono così importanti, penso al mercato russo, all’intero mercato dell’Est Europa, al Sudamerica o alla Cina, perché è vero che in patria i cinesi pagano con wechat ma qua vanno al’outlet e tirano fuori il rotolo di contanti”. Questi clienti, se entrano in una bottega artigiana o in un negozio di moda e scoprono di non poter pagare “cash”, salutano e se ne vanno. Sorani aggiunge che in Italia “c’è ancora un’enorme fascia di persone che non hanno un conto corrente né strumenti di pagamento elettronico” e conclude che “questa limitazione mi pare inutile per la lotta all’evasione”.

LA MONETA ELETTRONICA E I COSTI
Per Aldo Cursano, presidente di Confcommercio Firenze e Fipe Toscana, incentivare i pagamenti elettronici non è un male, ma va affrontato il problema degli oneri: partendo dall’assunto che “la gestione del contante ha un costo”, Cursano propone di “abbattere quel costo creando un sistema alternativo che però non gravi sulle imprese o sui consumatori”. A cominciare dalle commissioni sulle transazioni che limano i guadagni dei commercianti e scoraggiano i pagamenti con carta nel caso di piccoli acquisti come il caffè o la brioche.

I LIMITI? HANNO SENSO SE SONO EUROPEI
Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto, ritiene troppo semplicistico l’assunto per cui limitando il contante si combatte la mafia. “Con la soglia a tremila noi abbiamo comunque trovato milioni di euro dei narcos nascosti nei muri”, sentenzia. “Potrebbe avere un senso se il contante fosse abolito in tutta l’Unione Europea, e poi bisognerebbe combattere i paradisi fiscali, invece ci sono paesi nell’Unione che sono equiparabili ai paradisi”.

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