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Omicidio Duccio Dini, cinque condanne pesanti e due assoluzioni

Le pene inflitte sono superiori alle richieste dell’accusa

La corte d’assise di Firenze ha emesso il verdetto dopo cinque ore di camera di consiglio: sono cinque i responsabili della morte di Duccio Dini e per loro la pena va oltre le richieste del pubblico ministero. Altri due imputati sono stati assolti dalle accuse.

I CONDANNATI

Sono stati ritenuti colpevoli di omicidio volontario con dolo eventuale e del tentato omicidio del cittadino rom che stavano inseguendo quando travolsero lo scooter di Duccio Dini. La pena più severa è stata inflitta a Kjamuran Amet, che doveva rispondere pure di tentata violenza privata: 25 anni e due mesi di reclusione. Pena appena più leggera, 25 anni a testa, per Remzi Amet, Remzi Mustafa, che era alla guida della Volvo che travolse Dini, Dehran Mustafa e Antonio Mustafa.

GLI ASSOLTI

Si tratta di Kole Amert ed Emin Gani, i due imputati che avevano partecipato solo alla prima parte dell’inseguimento, perché il furgoncino su cui viaggiavano era stato bloccato da una foratura.

IL PADRE DI DUCCIO

“Se uno compie un reato deve pagare per quello che ha fatto”. “La sentenza ci soddisfa, per quanto si può essere soddisfatti, perché è un bel segnale”. Queste le parole di Luca Dini dopo la sentenza di condanna. “Le sentenze giuste a volte sono quelle più severe”, è la lettura dell’avvocato Neri Pinucci, legale dei Dini. “Sentenza importante, che ha inasprito le pene richiesto dal pm, non c’è da esultare ma solo da essere vicini alla famiglia che stringiamo in un abbraccio”, ha detto la vicesindaca Cristina Giachi, presente in aula: Palazzo Vecchio si è costituito parte civile.