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Omicidio Duccio Dini, stasera la sentenza. Lo striscione dei tifosi esposto fuori dall’aula

In piazza Ghiberti gli amici del giovane travolto e ucciso due anni fa

Si chiude oggi il primo atto del processo per la morte di Duccio Dini, il 29enne che fu travolto e ucciso il 10 giugno 2018 mentre era fermo al semaforo in via Canova durante un inseguimento tra alcuni nomadi per un regolamento di conti. L’udienza si svolge a porte chiuse per l’emergenza coronavirus presso l’aula bunker di Santa Verdiana e la sentenza è attesa in serata.

IL PRESIDIO DEGLI AMICI
In piazza Ghiberti, fuori dall’aula, si sono ritrovati gli amici di Duccio Dini. In questi due anni hanno costituito una onlus, realizzato progetti nelle scuole, organizzato iniziative per ricordare Duccio e fondato una squadra di calcio in sua memoria. Stamani hanno appeso alla cancellata lo striscione che il gruppo del tifo viola “Marasma” aveva esposto al Franchi e che poi aveva donato ai ragazzi.

Lo striscione esposto per la prima volta al Franchi

GLI IMPUTATI
Al processo sono imputati sette uomini accusati a vario titolo di omicidio volontario sotto il profilo del dolo eventuale, tentato omicidio (del cittadino rom che stavano inseguendo), violenza privata, lesioni. La procura ha chiesto una condanna a 22 anni per Kjamuran Amet, 21 e 6 mesi per Remzi Amet, Remzi Mustafa, Dehran Mustafa e Antonio Mustafa, 9 anni per Kole Amet ed Emin Gani. Il pm ha chiesto anche la confisca delle auto coinvolte nell’inseguimento e di trasmettere gli atti alla procura per falsa testimonianza riguardo a un altro nomade.