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Il babbo di Duccio Dini: “Soddisfatti per la sentenza, dà un senso di giustizia per la società”

Luca intervistato da Lady Radio. “Mio figlio? Gli volevano bene tutti, dai bambini agli anziani”

“Nessuno ci restituirà Duccio, ma la reazione è positiva perché almeno nel nostro piccolo abbiamo ricevuto un po’ di giustizia, ci sentiamo abbastanza soddisfatti”. Così Luca Dini, il babbo di Duccio, il ragazzo travolto e ucciso nel giugno di due anni fa durante un inseguimento tra auto e per il cui omicidio ieri sono state condannate cinque persone con pene di 25 anni (con l’aggiunta di altri due mesi per uno degli imputati). “La vedo anche come un senso di giustizia un po’ per tutti per quanto riguarda la nostra società, chi sbaglia paga”, ha aggiunto il padre della vittima. La famiglia Dini, dall’inseguimento finito in tragedia il 10 giugno 2018, ha sempre dimostrato compostezza, fiducia nella legge: in due anni mai una parola d’odio o un gesto sopra le righe. “Non ci siamo dovuti frenare – spiega Luca – noi questi siamo e ci siamo comportati di conseguenza”. Dini si è commosso ricordando il figlio: “Parlando con mia moglie ci siamo accorti che era davvero un ragazzo che piaceva da due anni fino agli ottanta, gli volevano tutti un bene dell’anima, aveva sempre un grosso sorriso.

L’ALTRO PADRE
Un altra tragedia, un altro padre che sopravvive alla perdita di un figlio: Luigi Ciatti, il padre di Niccolò, pestato a morte in una discoteca di Lloret de Mar, l’11 giugno 2018 era nel corteo che sfilò per protestare contro l’assassinio di Duccio Dini. Fu lui a bloccare una parte dei manifestanti che volevano dirigersi verso il villaggio rom del Poderaccio. “Mi sentii di dire questo: se io, che ho perso un figlio per una violenza così assurda, gratuita e senza motivi dicevo che non si poteva fare così, anche quei ragazzi che erano lì, animati da una rabbia che posso comprendere, potevano fermarsi”, ha ricostruito Ciatti a Lady Radio. “La rabbia fa parte di noi, perché non possono succedere questi omicidi, però la valutazione che ho fatto è che non possiamo cercare di fare giustizia da soli, vogliamo che la giustizia funzioni e che le istutuzioni facciano il loro dovere come mi sembra sia stato fatto in questo primo passo per Duccio”.

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