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Il pieno al servito è un salasso, ma il benzinaio non ci guadagna: ecco perché

La manodopera la mette il gestore, eppure i soldi vanno quasi tutti alla compagnia

Venti, trenta, anche cinquanta centesimi al litro: è la differenza di prezzo del carburante all’automatico e al servito in molti distributori anche a Firenze. Se il pieno lo fa il benzinaio, il conto può lievitare persino di venti euro. Manodopera a peso d’oro, si potrebbe dire, eppure di quei venti euro al gestore della pompa vanno solo gli spiccioli: un paio di centesimi a litro, denuncia l’associazione di categoria Faib. Il resto? Tutto alle compagnie, che dettano i listini e fissano le condizioni. Ma sono proprio i benzinai, sempre più di frequente, a dover subire gli sfoghi di automobilisti infuriati per il costo del pieno al servito. Ne abbiamo parlato con Francesco Cencini, gestore di un distributore sul viadotto dell’Indiano e presidente provinciale della Faib, e con Federico Valacchi, gestore di un impianto in via Senese. Ascolta dai 30 minuti di cronaca.

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Parte 2