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Meno di un giorno per riempire i moduli, il bambino di Letizia escluso dai centri estivi

La documentazione inviata il primo luglio andava restituita entro 22 ore

Al centro estivo presso il nido che frequentava ci sono ancora posti liberi, ma il figlio di Letizia è rimasto escluso per un ritardo di qualche ora su una richiesta da presentare in tempi brevissimi. Una storia, quella raccontata da Lady Radio, che lascia perplessi.

IL SERVIZIO
Il comune di Firenze ha attivato i centri estivi per la fascia di età 0-3 anni in pochi giorni, dopo la pubblicazione delle linee guida. Una corsa contro il tempo per organizzare tre settimane di servizio, iniziate lunedì scorso. Sono 690 i bambini iscritti.

LE COMUNICAZIONI
Il comune invia il 23 giugno una prima email alle famiglie con figli iscritti ai nidi: una sorta di manifestazione di interesse per il centro estivo. La seconda comunicazione è del primo luglio: ai genitori si chiede di compilare una modulistica per l’iscrizione vera e propria e inviarla entro il giorno successivo.

IL CASO DI LETIZIA
Letizia è una mamma lavoratrice, libera professionista, ed è estremamente interessata ai centri estivi per il suo bambino. Ma non riceve la prima comunicazione via email del 23 giugno, che pure gli uffici dell’assessorato all’educazione sostengono di averle inviato. Per fortuna Letizia è in contatto con il nido del figlio – una struttiura privata convenzionata col comune – e il 25 giugno cerca di avvisare gli uffici di non aver ricevuto l’email. Al telefono le forniscono un indirizzo da contattare. Lei scrive il giorno stesso e poi ancora l’indomani, ma non riceve risposta.

L’ESCLUSIONE DEL FIGLIO
Letizia riceve invece un’email il 1° luglio, alle 16.35. Contiene i moduli per l’iscrizione da compilare e rimandare indietro entro le 14 del giorno successivo. Meno di 22 ore di tempo. Letizia non legge subito l’email e invia la richiesta il 3 luglio. Ma il termine del 2 luglio era tassativo e l’iscrizione non viene accettata.

LA VERSIONE DI PALAZZO VECCHIO
Questa la spiegazione che abbiamo ricevuto dall’assessorato all’Educazione.
“Una volta arrivato il via libera del Governo all’attivazione di questo servizio, gli uffici hanno inviato mail a tutte le famiglie dei bambini iscritti ai nidi per valutare l’interesse alla partecipazione ai centri estivi per la fascia 0-3. Tra i destinatari delle mail è compresa anche la signora, allo stesso indirizzo è stata inviata anche una seconda mail e gli uffici fanno sapere di aver ricevuto anche la mail inviata il giorno 25 giugno a “istruzione.zerosei” in cui faceva sapere di non aver ricevuto comunicazioni e l’hanno inoltrata agli uffici competenti. Anche alla signora come a tutte le famiglie interessate, è stata inviata la modulistica per effettuare l’iscrizione il giorno 1 luglio, con scadenza il giorno successivo, termine ravvicinato ma purtroppo indispensabile per dare modo agli uffici di organizzare il servizio che partiva pochi giorni dopo. Ci risulta che la domanda da parte della signora sia stata inviata fuori termine. Siamo consapevoli della rapidità con cui il tutto è stato realizzato e lo abbiamo anche specificato nelle mail ma è evidente che le tempistiche sono state dettate da normative arrivate a metà luglio e dalla complessità di mettere in piedi un servizio nuovo con disposizioni sanitarie importanti, con numeri ingenti in un tempo breve. Da parte degli uffici è stato messo in campo uno sforzo ingente per raccogliere rapidamente le richieste e organizzare il servizio: si ricorda che abbiamo messo in piedi in pochi giorni un servizio dislocato in circa 40 sedi. Il Comune è comunque sempre in contatto con i gestori delle strutture private per monitorare ogni situazione”.

LE NOSTRE PERPLESSITA’
I centri estivi 0-3 anni sono stati organizzati a tempo di record appena sono uscite le norme e sono stati stanziati i soldi. Comprensibile che le scadenze fossero serrate. Ma che senso ha questo rigore nell’escludere un bambino, posto che c’era meno di un giorno per fare la richiesta e che presso il suo centro estivo ci sono personale e spazi a sufficienza per accoglierlo? Perché tanta severità?

IL REGALO DEL NIDO
Alla fine è stata la cooperativa del nido a prendere il figlio di Letizia come privato, al di fuori della convenzione con il comune ma con un trattamento economico sostenibile per la famiglia.

Ascolta l’intervista a Letizia.