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“Bimbo respinto dal nido per un naso che cola”, protestano i genitori

Fa discutere l’applicazione delle norme anti-covid: babbi e mamme in difficoltà

Il nido comunale “Pollicino” ha riaperto da lunedì 7 settembre ed avrebbe già rimandato a casa 4 bambini per sintomi sospetti: è quanto racconta un gruppo di genitori, intervistati stamani da Lady Radio davanti all’ingresso dell’asilo in viale Ariosto. Una media di una procedura anti-covid ogni due giorni, forse un po’ superiore alla media di quanto accade in città, visto che – secondo fonti sindacali – nella giornata di ieri sarebbero stati complessivamente 8 i bambini riconsegnati anzitempo alle famiglie su un totale di 33 nidi gestiti direttamente dal comune di Firenze. Fatto sta che babbi e mamme sono preoccupati per il fatto che anche uno starnuto o un colpo di tosse facciano scattare l’isolamento e contattare la famiglia per riprendere il piccolo: cosa succederà tra un mese, con le prime “frescate”?

IL CASO DI LORENZO
“Il nido mi ga chiamato per andare a prendere il bimbo perché gli gocciolava il naso”, racconta Lorenzo, un babbo. “Non aveva febbre, aveva mangiato, giocava. Mi sono arrabbiato: perché attivare la procedura covid per un naso che cola ad un bambino che sta bene?”. Prudenza e precauzione, si dirà: ma intanto, per riammettere il figlio al nido, serve l’esame del tampone. Nel frattempo i giorni passano: “Con la mia compagna ci siamo dovuti organizzare prendendo ferie alternativamente”, spiega Lorenzo. Per non parlare delle partite iva: “Si rischia di perdere incarichi dopo una stagione persa”, lamenta una mamma che lavora come libera professionista.

IL PEDIATRA
Il tampone è necessario anche per un nasino che cola, se la scuola ha attivato la procedura covid: il perché lo spiega il dottor Valdo Flori, segretario regionale della Fimp, la federazione dei medici pediatri. “Non sto andando alla ricerca di un malato, ma di un virus. Io devo accertare non se il bambino ha il covid, ma la presenza del virus. E a quel punto richiedo il tampone”. Con che tempi? “In un paio di giorni si riesce a farlo, in due-quattro poi abbiamo il risultato”. Ma per Flori la procedura è questa anche per un raffreddore: “Dev’essere attivata la procedura covid che richiede il tampone”. La soluzione del problema? “Tra non molto avremo a disposizione tamponi rapidi che potranno essere fatti a scuola, è in attesa di validazione questo tampone virologico che ricerca il virus nella saliva”.

IL COMUNE DI FIRENZE
“Il Comune sta preparando, insieme ai medici competenti, delle Faq per dare indicazioni al personale educativo e scolastico in merito alle misure anticovid previste dai protocolli sanitari”, ha risposto Palazzo Vecchio alle nostre domande sul caso del “Pollicino”. Dunque indicazioni per uniformare l’applicazione dei protocolli, ma nessun abbassamento della guardia.

LE SCUOLE PRIVATE
“Non possiamo mandare a casa un bambino con la gocciolina al naso, se facciamo questo è inutile che abbiamo riaperto gli asili e le scuole, perché vuol dire che le chiudiamo comunque”, commenta Leonardo Alessi, presidente regionale della Fism. “Ci vuole un po’ di realismo e buon senso”.


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