, , , ,

Commisso a Lady Radio: “Ecco le mie verità: nessuno spende così tanto ricavando così poco. Lo stadio? C’è la possibilità che non si faccia”

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso è intervenuto in collegamento dagli Stati Uniti nel corso di Radio Viola: di seguito le sue dichiarazioni.

LA CONFERMA DI IACHINI – “Vi voglio dire definitivamente tutta la verità, e d’ora in poi non voglio sentire più cose che non sono vere. Prima di tutto, il contratto di Iachini non finiva a luglio. Dopodiché, io non ho mai incontrato nessun altro allenatore. Questo non vuol dire che Pradè e Barone non abbiano sentito nessuno, ma quando ancora non eravamo salvi sono usciti almeno dieci nomi di possibili nuovi allenatori, la cosa non mi è piaciuta. De Rossi, poi, l’ho visto solo in televisione… Non ci sarà mai un affare sul quale Rocco non è d’accordo. I miei uomini si sono preparati, certo, nel caso in cui avessimo deciso di cambiare, ma la decisione è stata quella di dare fiducia a Iachini. La meritocrazia per me è molto importante, Beppe dopo Montella ha fatto quasi un punto e mezzo a partita, in linea con la media viola degli ultimi venti anni. Si parlava di Juric? Juric ha finito la stagione con i nostri stessi punti, nessuno mi garantiva che prendendo lui poi non mi sarei trovato a doverlo mandare via dopo qualche mese. Poi mi sarei trovato con quattro allenatori da pagare invece di tre…”

IL RITORNO DI PRANDELLI – “Voglio scherzarci su: Prandelli è molto bravo, ma tre mesi fa nessuno me l’ha mai segnalato… Il Mister gode della mia stima, anche se ci ho parlato per dieci minuti appena; voglio approfondire. Il rinnovo e la battuta di Prandelli sul fatto che saremo noi a chiedergli di restare? Io in passato, a 34 anni, ho lasciato un lavoro fisso per andare avanti senza contratto, in una piccola azienda: avevo fiducia in me stesso, ho accettato il rischio. E rivedo lo stesso in Prandelli. Siamo tutti uniti per portare la Fiorentina più in alto di dov’è in questo momento. Chi critica ha le tasche vuote“.

L’ASPETTO ECONOMICO – “Fino ad oggi abbiamo speso 170 milioni per comprare la società, e già questo ci distingue da molti altri presidenti; poi gli investimenti di gennaio, quindi il Covid. I costi sono incrementati, e nessuno ha detto nulla in merito. Abbiamo aumentato il monte ingaggi da 48 a 70 milioni, mentre gli incassi sono scesi da 100 a 85. Rocco e Mediacom ci rimettono 50 milioni, che sommati a tutto il resto danno 300 milioni. Nessuna squadra, tranne quelle che prendono soldi dai pozzi, spende così tanto con così poco”.

UNA SOCIETA’ GIOVANE – “Parliamo dei fatti: hanno detto che Rocco non sa niente di calcio, e magari è vero, ma dei venti presidenti di Serie A quanti hanno giocato a pallone a livello competitivo nella loro vita? A me hanno detto tre o quattro. Io ho fatto i provini per le Olimpiadi e ho allenato i ragazzi per anni. A Firenze mi infamano, in società c’è di certo chi ne sa più di me, ma non è vero che io non so nulla. In società abbiamo fatto molto lavoro, abbiamo mandato via alcune persone, ne abbiamo portate altre; abbiamo ristrutturato tutto il settore giovanile… Che devo fare di più? In tanti hanno bussato per poi sputare veleno. Ricordate il fast fast fast? Nel 2019 ci siamo salvati all’ultimo, bisognava intervenire. Poi c’è stato il caso Montella, abbiamo deciso di dargli un’opportunità perché era giusto così, io voglio concedere sempre chance, a meno che la situazione non sia tragica. Non posso sapere se esce testa o croce prima che la monetina sia caduta per terra, criticare in un secondo momento è troppo facile. Io sono venuto a Firenze nove volte prima della pandemia, ma mi criticano perché parlo troppo. A parte nell’affare Amrabat e nella scelta dei tecnici, io non ho messo bocca in nessuna delle circa 150 operazioni, tra entrate e uscite, che abbiamo fatto fino ad ora. Nessuno è mai venuto da me con le richieste di dimissioni”.

CRITICHE – “Io domando ai fiorentini, ai tifosi, di darmi tempo. Tutti coloro che hanno fatto bene hanno avuto del tempo. Se avessi trovato da parte dei tifosi lo stesso brutto riscontro che ho avuto da alcuni media, sarei scappato via. Non faccio promesse che non posso mantenere, ma con Rocco alla guida nessuno si dovrà mai preoccupare di fallimento. L’unica cosa di cui si deve preoccupare la Fiorentina è che senza ricavi adeguati non si può competere per qualcosa di grande. Non posso mettere ogni anno 150 milioni, ma farò fruttare i miei investimenti. Alla lunga, senza i giusti ricavi, non potrò portare la Fiorentina dove la voglio. Poi non è detto che non ci possano essere stagioni fortunate, ma parlo in prospettiva”.

PEDRO – “Pradè è molto più informato di me su questo, sul piano economico so che noi ne usciamo comunque bene. Faremo la scelta migliore sia per lui sia per noi, e se non lo potremo riportare a Firenze allora riporteremo un bel po’ di soldi”.

QUESTIONE INFRASTRUTTURE – “Per il Centro Sportivo, il Sindaco di Bagno a Ripoli Casini ha fatto un grandissimo lavoro, e abbiamo raggiunto i giusti compromessi per partire con ogni probabilità a gennaio. Si raggiunge quota 80 milioni, per lasciare questo regalo alla città di Firenze. Sullo stadio dico questo: è una porcheria, ho letto pareri di grandi professori che però del Franchi non conoscono nulla. mi hanno chiamato Attila, ma ho dimostrato che dopo aver distrutto io ricostruisco. Ho usato la parola distruggere, ma in soldoni intendo azzerare e rifare nuovo. Se qualcuno ha qualche altra idea, ci metta pure i soldi, allora io mi tirerò indietro… Sulla lettera inviata al Ministero, sono ottimista, ma fino a un certo punto. La situazione economica è pessima. Questo nuovo stadio, ovunque sia, darà tantissimi posti di lavoro, e non capisco come non si possa tener conto di ciò che vuole la gente. Non si può guardare solo una faccia del problema, a me pare che ci siano concetti che non vogliono essere capiti. Questo stadio si deve muovere, è importantissimo, non si può avere un impianto a cinque metri dalla strada. E le cose da preservare verranno preservate e inviate magari a Palazzo Pitti, dove potranno essere ammirate. C’è la possibilità che lo stadio non si faccia, questo i tifosi lo devono sapere. E allora che succederà? Non lo so. Si vivacchierà a lungo in quel caso, ma da parte mia c’è convinzione e voglia di perseguire gli obiettivi. In questo momento, comunque io risponda, non sono certo di dire il vero. Le alternative ci sono, ma hanno tutte pregi e difetti. Noi andiamo avanti passo passo, vediamo che cosa succede con il Franchi”.

VOGLIA DI VINCERE “Ma pensate che io sia venuto a Firenze per perdere? Ripeto, non posso fare promesse che non sono in grado di mantenere, questa è la mia filosofia di vita. Io sono arrivato per aiutare Firenze ad arrivare dove si merita, e per far divertire i tifosi. Io ho sofferto tantissimo quando ho dovuto aspettare gennaio 2020 contro la SPAL per assistere di persona alla prima vittoria in casa. E se io non ho adesso i soldi che hanno le big del campionato, allora si deve procedere un po’ alla maniera di Atalanta e Sassuolo. Ma badate bene, queste squadre ci hanno messo anni per arrivare dove sono adesso. Dieci, nel caso del Sassuolo, e nessuno ha mai criticato nulla”.

I GIOCATORI E LE LORO RESPONSABILITA’ – “Ancora oggi non ho ricevuto chiamate da Chiesa. Ho parlato coi dirigenti, ho parlato con tutti, dobbiamo essere uniti senza fughe di notizie riservate. Pradè e Prandelli mi hanno assicurato che parleranno con i giocatori. Abbiamo una buona squadra, io ne sono convinto: altrimenti tutti i miei investimenti dove sono andati a finire?”

ELEZIONI USA E COVID – “Io ho lavorato anche alla Pfizer, che adesso sta procedendo sul vaccino; la questione americana è molto delicata, non tutto quello che si legge sui giornali italiani corrisponde al vero. Non possiamo avere una rivoluzione dando il controllo ad un partito solo: non è successo con Trump, spero che non succederà nemmeno con Biden. Il bilanciamento fra Casa Bianca e Senato deve rimanere equilibrato. Il mio ritorno? Non saprei, qui le cose stanno andando molto male. Noi come Fiorentina abbiamo avuto diversi casi, li abbraccio a distanza, e voglio abbracciare tutti coloro che lavorano ogni giorno per fare le cose nel modo giusto”.