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Confcommercio Toscana annuncia lo sciopero fiscale

Sono 50mila le imprese che potrebbero aderire alla clamorosa protesta

Cinquantamila imprese toscane non pagheranno più tasse né imposte: lo rende noto con un comunicato Confcommercio Toscana. Lo sciopero fiscale, una forma di protesta alla quale la categoria si sente costretta “per gli stessi motivi per i quali vi fecero ricorso in altre epoche il Mahatma Gandhi o i padri costituenti degli Stati Uniti d’America o il popolo francese durante la Rivoluzione. Per mille validissimi motivi, ultimo dei quali uno che supera e comprende tutti gli altri: le nostre aziende non hanno più risorse e preferiamo continuare a pagare prioritariamente dipendenti e fornitori rispetto ad uno Stato che non comprende, anzi calpesta, le nostre ragioni di esistere”, spiega la presidente regionale Anna Lapini. “Mentre ci si prospettano ‘ristori’ spesso irrisori – prosegue – non si è ritenuto neanche di concederci la sospensione della contribuzione fiscale, non considerando che non lavorando, e quindi non incassando, non abbiamo risorse per far fronte a questi impegni”.
“Mentre l’evasore fiscale è un ladro della collettività e come tale va condannato, chi protesta contro l’iniquità dello Stato adottando uno strumento legittimo come lo sciopero fiscale compie un atto ben diverso e ben più condivisibile anche da un punto di vista sociale”, sottolinea il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. Le 50mila imprese, spiega, “Certamente non si potranno sottrarre al pagamento delle ritenute né a quello dell’imposta Iva (anche se tanti imprenditori, avendo merce acquistata ma ancora invenduta in negozi e magazzini, di fatto sono a credito), ma neppure, nel caso di quei pochi alberghi che hanno lavorato, dell’imposta di soggiorno, perché si tratta di un credito che l’azienda riscuote per conto del proprio Comune. Possono però dichiarare lo sciopero fiscale per una lunga serie di altre tasse e imposte, da Irap e Ires a Imu, bollo auto e tassa sugli immobili”.
I legali ai quali si è rivolta Confcommercio Toscana hanno così elencato le tasse e imposte che possono essere oggetto di “sciopero fiscale”, avvertendo però che l’ente creditore del tributo non riscosso potrà comunque pretenderne il pagamento e comminare le relative sanzioni:

Imposta regionale sulle attività produttive (Irap),
Imposte sul reddito delle società (Ires)
Maggiorazione IRES Società di comodo
Imposta per l’adeguamento dei principi contabili (Ias)
Imposta sostitutiva per la rivalutazione dei beni d’impresa
Tassa annuale sui registri contabili
Imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato
Contributo Ambientale Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi)
Imposte e dazi doganali
Tassa di iscrizione agli Albi professionali o all’abilitazione dell’esercizio professionali
Addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sulle aeromobili Imposta sulle riserve matematiche di assicurazione
Tasse sulle persone fisiche
Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)
Tasse sull’istruzione Canoni su telecomunicazioni e Rai Tv
Imposte su giochi e lotterie
Imposte sui consumi di prodotti particolari
Tasse su auto e trasporti
Bollo auto
Imposte sui premi RC auto
Tasse e accise sulla benzina
Imposta provinciale di trascrizione (IPT)
Addizionale erariale tassa automobilistica per auto di potenza sup 185 kw
Tasse sulla casa e immobili
Imposta municipale propria (Imu)
Tributo per i servizi indivisibili (TASI)
Tassa smaltimento rifiuti (TARI)
Tasse sul consumo energetico.