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In mezz’ora in bici da Prato a Firenze: ecco il progetto della ciclovia

Dodici chilometri, un ponte sull’A1, telecamere e illuminazione intelligente

Una grande novità per la mobilità tra Firenze e Prato. Un grande passo in avanti per i tanti che si muovono sulle due ruote. Un sogno che, fondi permettendo, diventerà realtà collegando per 12 chilometri Firenze al Museo Pecci di Prato passando per Campi Bisenzio e la Piana Fiorentina.

Sette lotti, sette stazioni di fermata (Firenze-Aeroporto-Polo Scientifico-Gigli-Prato) e un percorso interamente protetto realizzato con una pavimentazione con asfalto riciclato e lavorato a basse temperature che danno grande durevolezza ai materiali.

Sarà una superciclabile totalmente green e con apparecchi a led e sensori che rilevano la presenza ed aumentano l’intensità luminosa. CI saranno segna passi a led e videocamere integrate e, inoltre, si penserà alla sicurezza con un cordolo con spigoli a 45° .

Per il momento il progetto è stato finanziato per tre lotti (1-2-7) per un totale di 7,1 km e 8,2 Milioni di Euro. Restano da finanziare i quattro lotti centrali (3-4-5-6) pari a 4,9 km e 29,9 milioni di Euro che sono già inseriti nel Recovery Plan. Qua trovate alcuni rendering del progetto.

“È un progetto ambizioso – ha detto il Sindaco di Firenze e della Città Metropolitana Dario Nardella – in parte finanziato per circa otto milioni. Da Firenze e Prato realizzeremo la prima super ciclovia della nostra regione. Il livello di collaborazione è altissimo tra le due città. Questa super ciclabile sarà una grande risposta alla mobilità nella Toscana centrale.
Sono le due città più popolose della regione, cuore pulsante della regione.”

“È un altro tassello importante – dice Matteo Biffoni, Sindaco di Prato – è pensata per il diletto ma soprattutto per chi vuole lavorare e viene all’università, non dimentichiamoci che passa nella Piana, area altamente popolosa. È una innovazione per come è realizzata e perchè rappresenta le esigenze del territorio.

Alfredo Martini diceva: “La bicicletta è la chiave di movimento e lettura di grandi città. Un contributo sociale. E non ha controindicazioni. Fa bene al capo e all’umore. Chi va in bici fischietta, pensa, progetta, canta, sorride. Chi va in macchina s’incattivisce o s’intristisce. La bicicletta non mi ha mai deluso”.
E speriamo che non lo faccia la politica.