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Ristoranti aperti la sera, la protesta va avanti nonostante multe e chiusure

Momi "Tito" El Hawi

Il verbale numero dodici gli è costato anche un provvedimento di chiusura per cinque giorni del suo locale in via Baracca, ma Momi El Hawi, tra gli organizzatori della protesta dei ristoratori aperti a cena, non getta la spugna: “Non chiuderò mai”, ha detto stamani a Lady Radio, annunciando che i “disobbedienti” alzeranno il bandone anche questo fine settimana. “A Firenze saremo 20-25”, spiega Momi, ammettendo che rispetto agli oltre quaranta dello scorso weekend, dopo le prime multe, ci sono state delle defezioni. Ma adesso cambia anche la strategia: se prima molte aperture erano avvenute senza troppo clamore, adesso si è scelto di pubblicizzarle. Nascondersi non è servito a evitare i controlli e dunque si cercherà adesso di rispondere massimizzando gli incassi, ma sempre nel rispetto dei distanziamenti, assicura Momi. Che intanto le multe ha smesso di pagarle, dalla quarta in poi: “Saranno a breve carta straccia”, dice confidando nell’esito favorevole dei suoi ricorsi contro i verbali. L’ultimo della serie, mercoledì sera, elevato dopo che le forze dell’ordine sono intervenute nel suo locale “Tito”, trovando 31 clienti seduti a cena: anche per loro scatterà la multa.
Ascolta dal gr del mattino.