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Asporto dall’enoteca fino alle 22, il vinaio: “Riparata un’ingiustizia”

“Io dovevo smettere di vendere bottiglie alle 18, il fornaio accanto poteva continuare”

E’ una delle novità del dpcm che entra in vigore da domani, sabato 6 marzo: le enoteche potranno continuare a effettuare vendita da asporto fino alle 22 anziché fino alle 18. Un provvedimento che aveva fatto gridare allo scandalo il presidente dell’Anci Antonio Decaro, per via della concessione alla movida proprio mentre si richiudevano le scuole in zona rossa. Dimitri Bovi, il vinaio di piazza delle Cure, racconta una realtà diversa: “Il vecchio dpcm vietava a noi enoteche di vendere la bottiglia chiusa e consentiva di farlo al supermercato, al pizzicagnolo o al macellaio. Io non potevo vendere, il fornaio accanto a me sì”. Per Bovi il problema sta nei famigerati codici ateco, chi ne ha più di uno riesce meglio ad aggirare i limiti, e in questo il nuovo dpcm comunque non fa grossi passi avanti: “Invece dei codici ateco, bastava dire che è vietato vendere i bicchieri di vino dalle 18 in poi”. Perché la vera differenza è tra il cliente che compra una bottiglia che poi effettivamente stappa in casa e quello che prende il bicchiere che poi consuma davanti all’uscio o in piazza. Ascolta l’intervista.