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Gandini: “Commisso si è trovato in mezzo alla bufera. Io alla Fiorentina? Ci sono stati contatti”

Umberto Gandini, in passato dirigente di Milan e Roma e adesso AD della Lega Basket Serie A, è intervenuto durante “La Voce del Mercato”, all’interno del Caffè Viola su Lady Radio.

“Penso che la parola giusta per il momento attuale sia ‘drammatico’. I presupposti sembravano poter essere più ottimistici, ma non ci sono ricavi. E questo non vale solo per la pallacanestro, ma anche per gli altri sport. E’ difficilissimo gestire il presente, con i campionati di vertice che stanno andando avanti solo grazie alle auto tassazioni. A livello indiretto sono state fatte tante cose, ma non ci sono interventi diretti.

Dal punto di vista dell’impiantistica sportiva la situazione è ai limiti della fantascienza, con gli ultimi interventi che risalgono a 30 anni fa. Non si vede la fine di questa via crucis, è incredibile che un settore che produce il 3% del PIL debba fare i conti con una burocrazia che ostacola di continuo.

Milan? Un prodotto si definisce vincente quando vince… Il campionato non è finito e le posizioni sono tutte da definire. I rossoneri mi hanno sorpreso, ci è voluto un apprendistato ma Maldini e Massara, sostenendo Pioli, hanno costruito qualcosa di importante. Sono mancati un po’, ultimamente, i giocatori chiave, penso all’ultimo infortunio di Ibrahimovic che dà quel quid in più all’organico. Ora c’è una partita difficile, Firenze per il Milan non è mai stata una piazza facile. La Fiorentina da parte sua si presenta con forti motivazioni, è alla ricerca di se stessa ma viene da un’ottima prestazione.

La Fiorentina è una società storica nel calcio italiano, dispiace vederla in difficoltà. Commisso si è trovato in mezzo alla bufera che ha colpito il mondo e ha dovuto accelerare. E’ molto difficile fare calcio ad alto livello, specie in Italia: bisogna aver voglia di imparare e sopportare periodi in cui i risultati non arrivano. Le traversie sulle infrastrutture hanno un po’ distratto da quello che è il core business, cioè i risultati sul campo. Non ho mai parlato direttamente con Commisso e Barone, ma dopo il loro arrivo mi era stata prospettata indirettamente, mediante dei contatti, la possibilità di entrare in società. Però poi non ci sono stati incontri di nessun tipo, quindi non posso dire di essere mai stato alla Fiorentina”.