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“Mia madre 92enne in ospedale col covid”. Ma Pfizer è andato agli amministrativi e a chi lavora da casa

Le conseguenze dei ritardi della Toscana per immunizzare gli anziani

Mauro ha un groppo alla gola mentre racconta durante il gr del mattino del ricovero di sua madre: 92 anni, con varie patologie, non ancora chiamata per il vaccino, si trova adesso sotto ossigeno in ospedale con una polmonite bilaterale causata dal covid. “Non capisco perché abbiano vaccinato persone più giovani prima di lei”, si sfoga Mauro. Già, la Toscana è agli ultimi posti in Italia per percentuale di ultraottantenni vaccinati. Mancano le dosi: già, ma quelle arrivate finora dove sono finite? E’ quello che abbiamo cercato di capire.

QUANTI SONO GLI ANZIANI VACCINATI? I CONTI NON COMBACIANO
Le cifre fornite sui rispettivi portali dal ministero della salute e dalla regione non combaciano: per Roma le dosi somministrate agli over 80 in Toscana sono 138.579, il 22% di tutte quelle iniettate; secondo Firenze sono 158.010, pari al 25%. In ogni caso sono a livello nazionale le dosi che sono finite ai grandi anziani sono il 32,5%, e quindi la Toscana è sotto la media: mancano cioè a favore degli ultraottantenni almeno 46mila dosi. A chi sono andate, invece?

LA FASE 1, OSPEDALI IN SICUREZZA
All’inizio la campagna vaccinale Pfizer è l’unico vaccino disponibile. Si devono immunizzare subito gli ospiti delle Rsa. Ma anche medici, infermieri e il personale degli ospedali e dunque si usa per tutti i sanitari, indipendentemente dall’età, quell’unico siero disponibile. Poi si aggiungono (poche) dosi di Moderna, che vengono destinate ai medici del servizio di emergenza.

ARRIVA ASTRAZENECA
Da metà febbraio, arriva Astrazeneca con le prime dosi anche in Toscana. Astrazeneca non può essere utilizzato per i più anziani, dunque alcune Regioni italiane hanno deciso di sfruttarlo anche per parte del personale sanitario ancora da vaccinare, almeno i più giovani. In Toscana invece negli ospedali e nelle strutture sanitarie si prosegue con Pfizer.

VACCINI IN SMART WORKING
I circa 15mila dipendenti della Asl Toscana Centro sono stati vaccinati con Pfizer (tranne circa un 10% che ha rifiutato il vaccino). Tra questi ci sono, oltre a medici e infermieri, anche figure professionali che non stanno al pubblico, o che addirittura lavorano in smartworking: almeno 2500 persone che forse avrebbero potuto aspettare, o a cui si sarebbe potuto somministrare Astrazeneca, risparmiando dosi di Pfizer per gli anziani. Non è andata così.

PFIZER GLI AMMINISTRATIVI DI UN’AZIENDA DI SERVIZI
Hanno ricevuto il vaccino Pfizer anche i circa 100 dipendenti di un’azienda di servizi e logistica nel settore farmaceutico che opera anche in provincia di Firenze. I suoi magazzinieri, contabili e amministrativi, in pratica, sono stati equiparati al personale sanitario. Non sappiamo se si tratti di un caso isolato.

NUOVE DOSI
Ieri sono state consegnate in Toscana 74mila dosi di Pfizer, la Regione le vuole indirizzare tutte per gli anziani. L’obiettivo è somministrare la prima dose a tutti i 320mila ultraottantenni entro il 25 aprile. Ma il ritardo accumulato finora ha già avuto le sue conseguenze in termini di vulnerabilità degli anziani: meno vaccinati vuol dire più ricoveri e più morti.

I SOGGETTI FRAGILI
Nel frattempo Moderna è stato indicato anche come vaccino per i soggetti fragili, per via delle loro patologie: più di 60mila persone. Ma le dosi messe a disposizione nei giorni scorsi sul portale, appena 15mila, hanno lasciato scoperti più di tre su quattro. Tra loro ci sono pazienti oncologici per i quali prendere il covid significherebbe dover interrompere la chemio e compromettere le speranze di sconfiggere il tumore.

Ascolta dal gr del mattino.