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Mostro, accesso agli atti negato. Paolo Cochi: “Ecco su cosa stavamo indagando”

L’avvocato Mazzeo: “Ostilità senza precedenti verso i parenti delle vittime”

Antonio Mazzeo, legale di Rosanna De Nuccio, è una furia e non si capacita del diniego alla consultazione degli atti di indagine sul mostro di Firenze arrivato dalla procura. “L’unico caso individuato dalla giurisprudenza per cui non si debbano dare queste autorizzazioni è quando gli atti sono secretati, ma qui non lo sono”, spiega a Lady Radio. “Manco fosse l’archivio dello Stato del Vaticano”. “Questo archivio – prosegue – deve essere messo a disposizione delle persone interessate e in primis dei parenti delle vittime”. “Non capisco – rincara – come sia possibile, in uno Stato democratico e in una città civilissima come Firenze, ritrovarsi di fronte ad un’ostilità nei confronti dei parenti delle vittime che io non riscontro in nessun altro caso grave, a partire da Bologna, dal caso Moro, dalla Moby Prince”.
Ma su cosa stavano lavorando Mazzeo e il suo collaboratore Paolo Cochi quando l’autorizzazione alla consultazione degli atti è stata revocata?
“Avevo già da tempo attenzionato un dossier dei carabinieri del nucleo operativo fatto nel 1984 – spiega Cochi – nel quale veniva attenzionata una persona in particolare, in ordine ad un furto di una Beretta calibro 22 avvenuto a Borgo San Lorenzo nel 1965. Sono andato a verificare se anche in procura fosse presente. In procura c’era questo dossier mai divulgato.
Un sospettato, non voglio fare illazioni: persona nata in Mugello che poi si trasferisce a Firenze e che viene indicato non da me ma dai carabinieri come potenziale autore del furto e potenziale autore dei delitti del mostro di Firenze”. “Viene fatto all’epoca una perquisizione e un interrogatorio – continua Cochi – ma stranamente questo individuo non viene inserito nella lista della SAM, la squadra anti mostro”. “In ordine a ciò – prosegue – si sono chieste delle delucidazioni, elementi di interesse investigativo da sviluppare, e da lì è nata poi la revoca dell’accesso agli atti”. Da accertamenti di Cochi emerge che “questo personaggio ce lo ritroviamo più avanti a lavorare in un determinato ambiente, che non vi dico quale ma la procura lo sa”.
Ascolta l’intervista all’avvocato Mazzeo e a Paolo Cochi.