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Azioni no vax, un dipendente dell’Asl indicava gli obiettivi

Perquisizioni a Firenze e Pisa, identificato il presunto autore delle scritte al Mandela

C’è un pezzo di Toscana nell’operazione nazionale partita da Genova contro gruppi no vax e no green pass che organizzavano azioni di vandalismo e sabotaggio della campagna vaccinale. Sono in tutto 29 le perquizioni eseguite, cinque delle quali da parte della digos di Firenze che si è mossa tra il capoluogo toscano, Pisa, Brescia, Como e Viterbo. I reati ipotizzati a carico degli indagati, a seconda delle diverse posizioni dei singoli, spaziano dalla costituzione e partecipazione ad associazione segreta, all’istigazione, all’interruzione di pubblico servizio e all’associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti. L’indagine è scaturita dagli accertamenti volti a identificare gli autori di minacce rivolte a esponenti delle istituzioni regionali e a un medico infettivologo. Nello specifico, la digos fiorentina avrebbe individuato persone attive in ete e ricollegabili al movimento “V_V”, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti ed altri reati.
Secondo le indagini, a livello nazionale i gruppi npo vax reclutavano i nuovi componenti agganciandoli su Facebook e poi li invitavano suoi canali Telegram dove li addestravano con video su come organizzare azioni di sabotaggio o danneggiamenti senza essere scoperti. I proseliti, chiamati ‘guerrieri’, dovevano compiere azioni di vandalismo contro i centri vaccinali, sabotare la campagna vaccinale e pubblicare, in maniera coordinata e ad orari prestabiliti, tramite account falsi, post denigratori che prendevano di mira in particolare politici, infettivologi e giornalisti. Specifici programmi di reclutamento erano stati previsti per i no vax appartenenti alle categorie dei sanitari, degli insegnanti e degli appartenenti alle forze dell’ordine. Nel mirino c’erano anche il presidente della Liguria Giovanni Toti e l’infettivologo Matteo Bassetti.
Una volta reclutati, i proseliti prendevano il nome di “guerrieri VV” (il simbolo della doppia V racchiusa in un cerchio rosso potrebbe ispirarsi al film “V per vendetta”) e ricevevano un numero di matricola. Nelle chat telegram i “guerrieri” dovevano ascoltare una serie di audio, registrati da una voce contraffatta. Le registrazioni parlavano dell’instaurazione di un nuovo ordine mondiale, governato da intelligenze artificiali e si ipotizzavano parallelismi tra il regime nazista e l’attuale situazione di emergenza. Finito il percorso di formazione, l’aspirante guerriero doveva superare un esame e veniva guidato da un tutor per la realizzazione delle prime operazioni. Sempre tramite Telegram si coordinavano le azioni di sabotaggio e disturbo e si dispensavano consigli: “Muoversi sempre nei punti ciechi, l’importante è trovare una zona sicura senza telecamere, il problema delle telecamere non è tanto che ti riprendono in un determinato momento ma che ti possono seguire se passano da un punto all’altro”. Ancora: “Compio la mia azione con berretto, occhiali da sole, mascherina, vestito di nero, trovo zona lontana dalle telecamere dove levo berretto, occhiali, mascherina”.
Le indagini della digos fiorentina hanno permesso di identificare il presunto autore delle scritte no vax vergate al centro vaccinale del Mandela Forum: si tratta di un giovane originario della provincia di Pisa, a cui vengono attribuite azioni analoghe a giorni a Pontedera ed Ospitaletto, nel pisano, oltre che ad Empoli, a Castelfiorentino e lungo la Starda di Grande Comunicazione Fi.Pi.Li, in territorio fiorentino. A fornirgli indicazioni sull’esatta dislocazione di centri vaccinali e drive through sarebbe stato un dipendente della Asl Toscana Centro.